
Il presidente del Cile, Gabriel Boric, ha avvertito che l’estensione del congelamento delle tariffe dei trasporti pubblici, adottato dopo le proteste di tre anni fa, «non è sostenibile» e ha chiesto invece di ridurre al minimo i possibili effetti dei previsti aumenti dei prezzi sugli utenti di questo sistema.
L’aumento dei prezzi è stato proprio uno dei principali fattori scatenanti del cosiddetto «sfogo sociale», ma Boric ritiene inaccettabile continuare ad applicare gli stessi sussidi, contrariamente a quanto chiedono alcuni dei suoi partner della coalizione di governo, Apruebo Dignidad.
«Sappiamo che il congelamento delle tariffe per più di tre anni consecutivi non è sostenibile nel tempo», ha difeso il presidente dalla Thailandia, dove sta partecipando al forum della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC), secondo il quotidiano cileno El Mercurio.
Pur ammettendo che «in tempi di crisi economica» è necessario adottare misure di sostegno, ha sostenuto la necessità di cercare altre formule per «proteggere le famiglie cilene e le casse fiscali» allo stesso tempo. Boric ha promesso che «al più presto» presenterà le sue proposte, una volta raggiunti gli accordi con il Tesoro e i Trasporti.
I prezzi in Cile sono aumentati del 12,8% su base annua, secondo i dati ufficiali di ottobre, che mostrano un aumento di cinque decimi di punto percentuale rispetto a settembre.






