
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha parlato venerdì per telefono con i suoi omologhi russo e ucraino, Vladimir Putin e Volodimir Zelenski, con i quali ha discusso dell’estensione dell’accordo che consentirà di continuare le esportazioni di grano dai porti ucraini.
Il patto ha permesso l’esportazione di 11,2 milioni di tonnellate di grano da luglio, secondo i dati del centro che coordina le operazioni da Istanbul. La scadenza era prevista per venerdì, ma giovedì le parti hanno concordato di mantenerla per altri quattro mesi.
Zelenski ha accolto con favore la proroga nel suo colloquio con Erdogan, che ha «ringraziato per il suo sostegno». «L’Ucraina rimarrà un garante della stabilità alimentare», ha dichiarato il presidente sul suo account Twitter, dove ha anche confermato di aver discusso di sicurezza energetica e cooperazione.
L’attuazione dell’accordo ha suscitato «particolare attenzione» anche nei contatti tra Erdogan e Putin, secondo la dichiarazione del Cremlino, che ha sottolineato l’importanza di eliminare qualsiasi tipo di «ostacolo» all’esportazione di prodotti agricoli e fertilizzanti dalla Russia, in modo che possano raggiungere anche il mercato mondiale.
Ankara e le Nazioni Unite hanno agito come mediatori per un patto che l’organizzazione internazionale considera fondamentale per stabilizzare i prezzi e aumentare le forniture, soprattutto ai Paesi in via di sviluppo. La Russia si è persino ritirata dall’accordo per alcuni giorni, a seguito di un attacco alla sua flotta nel Mar Nero.






