
Il Vaticano ha espresso «francamente» ai vescovi tedeschi le sue «riserve» sulla metodologia e sui contenuti del Cammino sinodale, pur accettando di «continuare l’ascolto reciproco e il dialogo nei prossimi mesi», secondo un comunicato congiunto emesso dopo l’incontro tenutosi venerdì tra i rappresentanti della Curia romana e i prelati tedeschi in visita «ad limina», senza la presenza del Papa.
«È stato concordato di continuare l’ascolto reciproco e il dialogo nei prossimi mesi, al fine di contribuire all’arricchimento del Cammino sinodale tedesco e del Sinodo universale della Chiesa», hanno affermato il Vaticano e la Conferenza episcopale tedesca in un comunicato congiunto.
Il Vaticano riconosce anche «l’urgenza» di definire e approfondire alcune delle «questioni evidenziate» dalla Conferenza episcopale tedesca, come, ad esempio, «quelle riguardanti le strutture della Chiesa» o «il ministero sacro».
Nel suo discorso introduttivo, il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Georg Baetzing, ha passato in rassegna il lavoro e le proposte raccolte dal Sinodo tedesco, sottolineando «il suo spirito basato sull’ascolto del popolo di Dio e sul dolore per gli abusi commessi dai membri del clero».
Baetzing ha così presentato ai membri della Curia i temi trattati nel Cammino sinodale tedesco, iniziato nel 2019, prima della convocazione mondiale del Sinodo indetto nel 2021 dal Papa, e concepito come un processo in cui laici e religiosi tedeschi, compresi i vescovi, discutono proposte di cambiamento nella Chiesa cattolica, alcune delle quali controverse, come il ripensamento della morale sessuale sull’omosessualità o il sacerdozio femminile.
NON È STATA ACCETTATA UNA MORATORIA Durante l’incontro, i vescovi tedeschi hanno presentato anche alcune proposte, tra cui quella di applicare «una moratoria sul Cammino sinodale tedesco» che alla fine «non è stata accettata» dal Vaticano. In questo senso, hanno anche sottolineato la necessità di incoraggiare «ulteriori riflessioni e l’ascolto reciproco alla luce delle perplessità emerse».
L’incontro è stato moderato dal Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, che, introducendo i lavori, ha ricordato «il vincolo di comunione e di amore che unisce i vescovi tra loro e con il successore di Pietro» e ha sottolineato «l’importanza dell’incontro come momento di condivisione e di grazia e di unità nelle differenze».
Nel suo discorso, Parolin ha menzionato «le preoccupazioni sollevate dal Cammino sinodale, che indicano il rischio di riforme della Chiesa, ma non all’interno della Chiesa».
Da parte loro, sia il Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, Luis Francisco Ladaria, sia il Prefetto del Dicastero per i Vescovi, Marc Ouellet, hanno espresso «con franchezza e chiarezza le loro preoccupazioni e riserve circa la metodologia, i contenuti e le proposte del Cammino Sinodale, proponendo, per il bene dell’unità della Chiesa e della sua missione evangelizzatrice, che le richieste finora emerse siano incluse nel Sinodo della Chiesa universale».
La visita «ad limina» dei vescovi tedeschi, iniziata lunedì scorso con un incontro privato con Papa Francesco, si è conclusa venerdì 18 novembre con un incontro interdicasteriale presso l’Istituto Augustinianum di Roma, al quale hanno partecipato i responsabili di alcuni Dicasteri della Curia romana e i 62 vescovi della Chiesa cattolica in Germania presenti a Roma in occasione della visita «ad limina Apostolorum».
Al successivo dialogo aperto hanno partecipato numerosi vescovi tedeschi e rappresentanti della Curia. Allo stesso tempo, da parte di tutti c’è stata la piena consapevolezza di «essere in cammino con tutto il santo e paziente Popolo di Dio, anche nel confronto tra posizioni diverse».
In questo senso, «molti interventi hanno sottolineato la centralità dell’evangelizzazione e della missione come obiettivo finale dei processi in corso, così come la consapevolezza dell’indisponibilità di alcuni temi», secondo il comunicato congiunto.
In conclusione, Parolin ha espresso il suo apprezzamento per il dibattito, che ha definito «necessario e costruttivo» perché «non può essere ignorato» nei processi di ascolto in corso.






