
Il governo francese ha annunciato la sospensione degli aiuti allo sviluppo in Mali in seguito alle tensioni con la giunta militare che controlla il Paese dal colpo di Stato del 2020, in parte a causa dell’impiego di mercenari del Gruppo Wagner, di proprietà di un oligarca vicino al presidente russo Vladimir Putin.
Fonti diplomatiche francesi citate dal quotidiano «Le Monde» hanno precisato che la decisione è stata presa «due o tre settimane fa», anche se non è stata comunicata ufficialmente da Parigi. La misura ha suscitato le critiche di un gruppo di organizzazioni non governative.
Il Coordinamento Sud, composto da 35 ONG attive nel Paese africano, ha inviato un’e-mail in cui avverte che il provvedimento «comporterà l’interruzione di attività essenziali (…) a beneficio di popolazioni in situazione di grande povertà».
Le organizzazioni hanno precisato che la sospensione degli aiuti allo sviluppo da parte della Francia metterà a rischio 70 progetti di sviluppo previsti in Mali, dove 7,5 milioni di persone, il 35% della popolazione, hanno bisogno di aiuti umanitari per sopravvivere.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha ufficializzato la fine dell’Operazione Barkhane nel Sahel, con il ritiro delle truppe internazionali a causa delle tensioni con la giunta militare per il rinvio delle elezioni dopo i colpi di stato dell’agosto 2020 e del maggio 2021.






