
Il governo austriaco ha confermato la sua opposizione all’adesione di Romania, Bulgaria e Croazia all’area Schengen senza frontiere, pochi giorni dopo che la Commissione europea ha sostenuto che i tre Paesi soddisfano i criteri di adesione.
Le proposte formali di adesione a Schengen sono sul tavolo da tempo – nel caso di Romania e Bulgaria da undici anni – ma le riserve di alcuni Paesi hanno rallentato il processo, che ora è nelle sue fasi finali.
Il ministro dell’Interno austriaco Gerhard Karner ha dichiarato al quotidiano «Kurier» di ritenere «inopportuna» l’apertura di Schengen a nuovi partner in un momento in cui «il sistema delle frontiere esterne non funziona». L’Austria riceve parte della migrazione che entra in Europa attraverso la cosiddetta rotta balcanica.
La potenziale adesione di Bulgaria, Romania e Croazia sarà messa ai voti durante la riunione dei ministri degli Interni dell’UE dell’8 dicembre. La commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johanson ha dichiarato questa settimana che «è giunto il momento di accoglierli» e anche il Parlamento ha approvato la mossa.
Secondo le procedure, i ministri esamineranno l’ingresso di Bulgaria e Romania in un’unica decisione e della Croazia in una seconda decisione separata. È necessario il sostegno unanime di tutti i governi europei, quindi l’esito è per il momento incerto, viste le perplessità espresse anche dai Paesi Bassi.






