
La Turchia ha bombardato la città di Kobane, nel nord della Siria, sotto il controllo delle milizie curde delle Forze Democratiche Siriane (SDF), causando un numero imprecisato di morti e feriti.
«L’attacco aereo turco ha preso di mira postazioni militari appartenenti alle forze governative di Damasco a Qazali (la campagna orientale di Tal Abyad), Tal Rif’at e Zarkan, provocando morti e feriti», ha scritto sul suo profilo Twitter.
Gli attacchi arrivano giorni dopo che Ankara ha accusato il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) di essere dietro l’attacco mortale di domenica scorsa nel centro di Istanbul. Inoltre, la Turchia considera le Unità di protezione del popolo (YPG), la componente principale dell’SDF, un’estensione del PKK, considerato terrorista in Turchia.
Entrambi i gruppi hanno negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco che ha ucciso sei persone, ma il ministro degli Interni turco ha dichiarato di «avere il sospetto» che l’ordine sia partito dalla città siriana di Kobane.
«Kobane, la città che ha sconfitto l’Isis, è soggetta a bombardamenti da parte degli aerei dell’occupazione turca», ha scritto il portavoce, che ha riferito anche di attacchi aerei su due villaggi ad Aleppo.
Nel frattempo, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito, ha riferito che l’esercito turco ha effettuato più di 20 attacchi aerei nelle due province, secondo il «The Guardian».






