
Il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó ha annunciato che il 5 gennaio 2023 convocherà una sessione dell’Assemblea nazionale eletta alla fine del 2015, considerata negli ultimi anni come un contrappeso al chavismo e di cui si considera ancora presidente.
L’opposizione considera questo Parlamento l’unica autorità legittima del Paese e, di fatto, Guaidó si è autoproclamato «presidente in carica» del Venezuela nel gennaio 2019, affermando la sua posizione di capo dell’Assemblea, in una mossa che continua a essere appoggiata da Paesi come gli Stati Uniti.
Nel nuovo anno, vuole compiere «un passo fondamentale in difesa della democrazia» recuperando un simbolo di «resistenza». In questo senso, ha sottolineato in un’apparizione pubblica che l’Assemblea Nazionale controllata dall’opposizione rimarrà in vigore fino a quando non ci saranno libere elezioni, anche se una nuova eletta quattro anni dopo e controllata dal chavismo è «de facto» in funzione.
Guaidó ha rivendicato questo lunedì l’unità dell’opposizione come strumento per affrontare il governo di Nicolás Maduro, che sfida a convocare al più presto le elezioni presidenziali. «La mia più grande responsabilità è quella di consolidare l’unità», ha sottolineato, secondo quanto riferito dal suo ufficio.
Il leader dell’opposizione è favorevole a un processo di primarie per scegliere un unico candidato per le future elezioni, con l’obiettivo di avere più opzioni contro Maduro. L’opposizione di maggioranza si è rifiutata di partecipare alle ultime elezioni presidenziali, ritenendo che non vi fossero garanzie democratiche minime.






