
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato lunedì che le autorità russe escludono per il momento una seconda mobilitazione militare dopo quella annunciata dal presidente Vladimir Putin alla fine di settembre.
Pur non volendo parlare a nome dei rappresentanti del ministero della Difesa, Peskov ha sottolineato che il Cremlino «non ne sta discutendo», in riferimento a una possibile seconda mobilitazione di truppe nel contesto della guerra in Ucraina.
Il 21 settembre le autorità russe hanno annunciato l’inizio di una «mobilitazione parziale» della popolazione a seguito delle successive battute d’arresto subite dalle forze russe in Ucraina in quel periodo.
Putin ha sostenuto che la decisione è una «misura necessaria e urgente per proteggere la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale della Russia». L’annuncio della mobilitazione ha scatenato critiche nel Paese e numerose proteste sono state segnalate in diverse città della nazione eurasiatica.
Poco più di un mese dopo, il 28 ottobre, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha annunciato la fine della mobilitazione dopo essere riuscito a reclutare circa 300.000 persone.






