
L’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Josep Borrell, ha dichiarato martedì che la Turchia non sta facilitando l’elusione delle sanzioni europee da parte della Russia, anche se non si è allineata alle misure restrittive dell’UE come ritorsione per la guerra in Ucraina.
In una sessione di domande e risposte con gli eurodeputati sulle conseguenze della guerra in Ucraina sulla sicurezza alimentare, il capo della diplomazia europea ha indicato che i dati forniti da Ankara non sono conclusivi su una possibile «triangolazione» delle sanzioni europee attraverso la Turchia.
Borrell ha spiegato di aver discusso la questione con il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, in un recente incontro negli Emirati, e i dati da lui forniti sui flussi commerciali non confermano che la Turchia stia aiutando Mosca ad aggirare le sanzioni effettuando transazioni commerciali con Ankara come attore intermediario.
«La Turchia è stata criticata per il suo ruolo percepito nel contribuire ad aggirare le sanzioni europee. Certamente i dati che ha fornito (Cavusoglu) mostrano che c’è stato un aumento significativo delle esportazioni dalla Turchia verso la Russia, ma non un aumento significativo delle importazioni dall’Europa», ha sottolineato l’Alto rappresentante ai parlamentari.
Durante la guerra in Ucraina, le autorità turche hanno evitato di allinearsi alle restrizioni approvate dall’Europa e dai suoi partner occidentali, svolgendo persino un ruolo di «hub» per la ridistribuzione del gas russo, un aspetto che Borrell non ha voluto approfondire.
In merito a questi annunci di Ankara, il portavoce degli affari esteri dell’UE ha avvertito che «non è il momento di aumentare la cooperazione con la Russia», sottolineando che le cose «non possono andare avanti come al solito» con Mosca, che commette crimini di guerra nel contesto dell’invasione dell’Ucraina.






