
Il re del Bahrein Hamad bin Isa al-Khalifa ha annunciato la formazione di un nuovo governo con il principe ereditario Salman bin Hamad al-Khalifa come primo ministro, dopo aver accettato le dimissioni del governo precedente in seguito alle elezioni legislative di novembre, lunedì scorso.
Secondo l’agenzia di stampa statale BNA, il monarca ha emesso una serie di decreti che accettano le dimissioni del governo, riconfermano il principe ereditario come primo ministro e svelano la composizione del nuovo governo.
Il principe ereditario del Bahrein ha ringraziato il monarca per la nomina e ha promesso di «continuare ad assumersi tutte le sue responsabilità», dopodiché la Casa Reale ha presentato un governo che comprende Rashin bin Abdullah al-Khalifa come Ministro degli Interni e Abdultif bin Rashid al-Zayani come Ministro degli Esteri.
A loro si aggiungono Salman bin Khalifa bin Khalifa al-Khalifa alle Finanze, Abdullah bin Hassan al-Noaimi alla Difesa, Nauaf bin Mohamed al-Maauda alla Giustizia, Jamil bin Mohamed Ali Humaidan al Lavoro, Osama bin Ahmed Khalaf al-Asfur allo Sviluppo sociale, Ramzan bin Abdullah al-Noaimi all’Informazione e Jalila bint al-Sayed Jauad Hassan alla Sanità.
Dopo le elezioni parlamentari, le autorità del Bahrein hanno dichiarato che l’affluenza alle urne è stata la più alta degli ultimi vent’anni, nonostante le critiche delle ONG per il giro di vite di Manama sui movimenti di opposizione, che dal 2011 hanno represso le proteste a favore della democrazia nel contesto della «primavera araba».
Quest’anno il Bahrein ha registrato un numero record di candidati, con 561 e 176 che si contendono, rispettivamente, 40 e 30 seggi per la Camera bassa del Parlamento e per i consigli comunali; un aumento del 20% rispetto al 2018.
Amnesty International ha invece ricordato il clima di repressione che regna nel Paese, dove almeno una dozzina di prigionieri di coscienza, tra cui i leader delle proteste del 2011 e Ali Salman, capo del principale partito di opposizione Wefaq, «languono attualmente in carcere».






