
I procuratori del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno comunicato alla cerchia ristretta dell’ex vicepresidente Mike Pence che chiederanno la sua testimonianza nell’ambito dell’indagine che stanno preparando sulla possibile responsabilità dell’ex presidente Donald Trump nell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.
Il team di Pence avrebbe indicato che l’ex «numero due» di Trump sarebbe disposto a raggiungere un qualche tipo di accordo con il Dipartimento di Giustizia, secondo le fonti consultate da media come la CNN.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo che il Dipartimento di Giustizia ha nominato l’avvocato Jack Smith come procuratore speciale per supervisionare le indagini relative a Trump, non solo quelle relative alla rivolta e all’assalto al Campidoglio, ma anche quelle che hanno a che fare con la documentazione classificata trovata durante la perquisizione della sua villa di Mar-a-Lago.
Il recente libro pubblicato da Pence, intitolato «Che Dio mi aiuti», in cui racconta alcuni dei momenti vissuti in quei giorni in cui Trump ha spinto per ribaltare i risultati delle elezioni del 2019, ha suscitato aspettative all’interno del Dipartimento di Giustizia, che starebbe cercando ulteriori prove per poter incriminare l’ex capo della Casa Bianca.
Se da un lato Pence sembra lasciare aperta la porta a un accordo con la Procura, dall’altro non ha intenzione di negoziare con la commissione speciale della Camera dei Rappresentanti che sta portando avanti la propria indagine su quanto accaduto il 6 gennaio, come lui stesso ha dichiarato qualche giorno fa.






