
Il Presidente di El Salvador Nayib Bukele ha annunciato il lancio della «Fase 5» del suo Piano di controllo territoriale anti-gang, che consentirà alle Forze Armate del Paese di trovare ed «estrarre» i sospetti criminali nelle grandi città.
«Oggi annunciamo la Fase 5 del Piano di Controllo del Territorio, che chiamiamo Estrazione. Approfittando della situazione e del successo che abbiamo avuto nell’accerchiamento di Comasagua, lo replicheremo in scenari più ampi», ha spiegato il presidente salvadoregno durante il giuramento delle nuove truppe dell’esercito del Paese.
Il piano di Bukele prevede l’esportazione di accerchiamenti militari a livello nazionale come quello effettuato nella città di Comasagua, con una popolazione di 15.000 abitanti, ma questa volta in città e comuni più grandi, ha riferito «La Nación».
«Con la Fase 5 finiremo di eliminare questa piaga dalle nostre città ed El Salvador sarà un esempio per il mondo, anche se non sarà facile», ha detto Bukele, alludendo al fatto che il piano si concentra principalmente sulla lotta alle bande.
Il presidente ha avvertito che le Forze Armate cattureranno chiunque voglia «sostituire» i membri della banda «affinché possano continuare le loro intimidazioni contro la popolazione», assicurando che saranno catturati e perseguiti con nuove pene approvate dal Parlamento del Paese.
«Se qualcuno vuole fornire loro armi, cibo, munizioni, telefoni cellulari, credito, chip o qualsiasi cosa usino per intimidire la popolazione, allora lo intercetterete, sia i criminali che coloro che collaborano con loro», ha detto Bukele, secondo quanto riportato da ‘El Mundo’.
Nell’ultimo rapporto fornito dal governo salvadoregno, si stima che un totale di 56.000 membri di bande siano stati arrestati da quando è stato decretato lo stato di emergenza nel Paese, un meccanismo che consente allo Stato salvadoregno di sospendere alcune libertà e garanzie.
Bukele, che si candida per la rielezione nel 2024, ha difeso lo stato di emergenza come strumento chiave del suo piano di sicurezza, di fronte alle organizzazioni per i diritti umani che contestano gli eccessivi poteri concessi alle forze di sicurezza.






