
La Sottocommissione per le accuse costituzionali del Congresso peruviano ha ammesso una denuncia costituzionale presentata dalla Procura della Repubblica contro il presidente del Paese, Pedro Castillo, per la sua presunta leadership di un’organizzazione criminale.
La Commissione permanente del Parlamento ha concesso alla sottocommissione un periodo di due 15 giorni lavorativi per esaminare una relazione finale sul reclamo costituzionale presentato dalla procuratrice del Perù, Patricia Benavides.
Benavides, da parte sua, ha recentemente difeso questa denuncia davanti ai rappresentanti dell’Organizzazione degli Stati americani durante una visita alla capitale peruviana, Lima, e ha assicurato che è «falso» che la denuncia sia motivata da questioni politiche o che faccia parte di una «strategia per rompere l’ordine democratico».
Il procuratore generale ha precisato che quanto presentato contiene 190 «elementi di convinzione sull’esistenza di una presunta organizzazione criminale radicata nel ramo esecutivo», frutto di un’indagine preliminare autorizzata dalla Corte Suprema peruviana.
Secondo Benavides, la denuncia costituzionale è «l’unica cosa che il suo ufficio poteva fare» a livello procedurale e costituzionale, aggiungendo che «era suo obbligo» presentarla dopo aver raccolto «prove sufficienti della commissione di crimini», ha dichiarato la Procura Generale in una lettera.






