
Il presidente del Perù Pedro Castillo ha giurato venerdì come nuovo primo ministro del Paese, in sostituzione di Aníbal Torres, che si è dimesso dopo un voto di fiducia fallito nel Parlamento andino.
Chávez, finora ministro della Cultura, sarà quindi il quinto capo di governo peruviano sotto Castillo, che ha preso le redini della presidenza poco più di 16 mesi fa, nel luglio 2021.
Nelle prossime ore, Castillo dovrà nominare il resto del gabinetto ministeriale in quello che è già un nuovo cambio di rotta in una politica nazionale particolarmente turbolenta, segnata negli ultimi mesi da incessanti mozioni di censura e partenze volontarie di ministri.
Anche il presidente stesso ha alle calcagna la giustizia peruviana e la Procura della Repubblica, che lo accusa di essere a capo di un’organizzazione criminale per presunta corruzione.
L’ultimo episodio dell’instabilità politica peruviana si è verificato giovedì sera, quando Torres si è dimesso dopo che il Congresso si è rifiutato di modificare la legge che limita le richieste di referendum nel Paese.
«Dopo questo esplicito rifiuto della fiducia, con l’espressione di ‘pieno rifiuto’, e dopo aver accettato le dimissioni del ‘premier’, che ringrazio per la sua preoccupazione e il suo lavoro per il Paese, rinnoverò il gabinetto», ha ribadito Castillo in un discorso televisivo.
Con poco più di nove mesi di mandato, Aníbal Torres è il primo ministro più longevo del governo peruviano da quando Pedro Castillo ha giurato come presidente. È stato preceduto da Guido Bellido, con poco più di due mesi alla guida del governo, Mirtha Vásquez, primo ministro per quasi tre mesi, e Héctor Valer, in carica per appena una settimana.






