
Il Ministero della Sanità del Kuwait ha confermato il primo caso di colera nel Paese, secondo un comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale KUNA.
Il Ministero identifica il caso come un cittadino «rientrato da un Paese vicino», senza fornire ulteriori dettagli, che soffriva di «sintomi della malattia».
Le autorità sanitarie hanno escluso la possibilità di un’epidemia di colera nel Paese, come quelle verificatesi in Libano e Siria o in Iraq, quest’ultimo confinante con il Kuwait.
Tuttavia, invitano «a prendere precauzioni e accorgimenti per i cittadini e i residenti, e ad assicurarsi di evitare fonti di cibo e acqua non sicure».
Le autorità siriane hanno finora confermato 1.492 casi di colera, tra cui 49 morti, secondo l’ultimo bilancio pubblicato dal ministero della Sanità siriano su Facebook.
Tuttavia, si teme che il numero sia molto più alto, a causa della rapida diffusione della malattia e del fatto che diverse aree del Paese sono fuori dal controllo delle autorità.
Nel suo ultimo rapporto sulla situazione, datato 14 novembre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che finora sono stati segnalati 35.569 casi sospetti di colera, con 1.491 casi confermati e 92 decessi.
Il Ministero della Sanità libanese, nel frattempo, ha confermato sabato cinque nuovi casi di colera nel Paese, portando il totale a 600 colpiti e 20 morti da quando è stato segnalato il primo caso nel nord del Paese, il 5 ottobre.
Venerdì sono state vaccinate 15.549 persone, portando il numero totale a 391.666 persone dal lancio della campagna di vaccinazione di tre settimane il 12 novembre, secondo i dati riportati da «L’Orient le Jour».






