
Il Congresso peruviano ha approvato sabato la presentazione di un reclamo costituzionale e di una misura cautelare contro il governo nominato da Pedro Castillo davanti alla Corte costituzionale per determinare chi debba interpretare la mozione di fiducia.
L’Assemblea ha appoggiato questa decisione con 98 voti a favore, 10 contrari e quattro astensioni per proteggere l'»istituzionalità» del Congresso dopo che il presidente peruviano aveva interpretato il rifiuto dell’Ufficio di presidenza della questione di fiducia presentata dall’ex primo ministro Aníbal Torres come un «rifiuto esplicito della fiducia».
I deputati José Balcazar Zelada (Perú Bicentenario) e Pasión Dávila (Bloque Magisterial), consultati da «La República», hanno messo in dubbio il fatto che il legislatore spingesse per questa richiesta, mentre Arturo Alegría (Fuerza Popular) ha insistito nel difendere l’istituzione «contro ogni rischio di chiusura del Congresso».
Il rifiuto del Congresso di appoggiare la proposta dell’ormai ex primo ministro Aníbal Torres di riformare la legge sulle convocazioni referendarie, con la quale l’Esecutivo intendeva abrogare la legge 31399, norma che dall’inizio del 2022 ostacola la convocazione di un voto popolare, ha portato al rinnovo del gruppo dei ministri.






