
Il segretario del Comitato politico e legale centrale del Partito Comunista Cinese, Chen Wenqing, ha chiesto di adottare «misure energiche» contro i manifestanti che negli ultimi giorni sono scesi in piazza per protestare contro la rigida politica del «Covid Zero».
«Dobbiamo reprimere le attività di infiltrazione e sabotaggio da parte di forze ostili in conformità con la legge», ha dichiarato il membro del Politburo cinese, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua.
Wenqing ha chiesto di «adottare misure energiche contro gli atti illegali e criminali che turbano l’ordine sociale e di mantenere efficacemente la stabilità sociale complessiva», in riferimento alle proteste scoppiate nel Paese negli ultimi giorni.
Il Comitato politico e giuridico centrale è responsabile dell’organizzazione, secondo le linee del Comitato centrale del Partito comunista, delle varie forze di sicurezza dello Stato, compresa la polizia. Il comitato è guidato da un segretario che di solito è anche un membro del Politburo.
Le proteste in tutta la Cina, tra cui Pechino, Wuhan e Shanghai, sono state scatenate dall’incendio nella città di Urumqi, nella regione occidentale dello Xinjiang, dove sono morte almeno dieci persone, presumibilmente a causa della lentezza di risposta dei vigili del fuoco dovuta alle restrizioni contro il coronavirus.
Per questo motivo, le autorità cinesi hanno attivato un ampio dispiegamento di forze di polizia in diverse città del Paese per prevenire nuove proteste contro le severe misure imposte dal governo nell’ambito della politica «Covid Zero», secondo quanto riportato dalla DPA.






