
Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha esortato giovedì il Presidente cinese Xi Jinping a contribuire a porre fine all’aggressione della Russia contro l’Ucraina, nell’ambito della sua visita a Pechino per riprendere il dialogo sulla scia della pandemia di coronavirus e della crisi in Europa orientale.
Nel suo primo viaggio a Pechino da quando è entrato in carica nel 2019, Michel ha tenuto il primo incontro faccia a faccia di alto livello tra l’UE e la Cina dall’inizio della pandemia nel 2020. Secondo un portavoce europeo, l’incontro, durato tre ore, ha rappresentato un «dialogo aperto e franco» con il leader cinese.
La guerra in Ucraina ha caratterizzato l’incontro, nel quale Michel ha sottolineato di contare sulla Cina per chiedere alla Russia di rispettare i principi fondamentali delle Nazioni Unite e di «contribuire a porre fine alla brutale occupazione e distruzione russa». Entrambi i leader hanno convenuto che qualsiasi minaccia nucleare è «irresponsabile e altamente pericolosa».
Per quanto riguarda la situazione nell’Indo-Pacifico, ha ribadito l’impegno dell’UE nei confronti della politica di «una sola Cina», ricordando la tradizionale posizione dell’Europa su Taiwan. Fonti europee hanno sottolineato prima dell’incontro che l’accresciuta aggressività di Pechino nei confronti di Taiwan è «davvero pericolosa» e hanno affermato che l’uso della forza non è giustificato per riprendere il controllo dell’isola, rifiutando qualsiasi escalation militare nella regione.
Allo stesso modo, sul fronte commerciale, l’ex primo ministro belga ha chiesto un trattamento equo per le aziende europee in Cina, insistendo sul messaggio che il commercio tra la Cina e il blocco europeo dovrebbe andare a beneficio di entrambe le parti e ha permesso la «drammatica trasformazione economica» del gigante asiatico.
PROTESTE CONTRO LE MISURE SUL CORONAVIRUS La situazione in Cina, con le forti proteste contro le restrizioni contro il coronavirus imposte dal governo di Xi, si è insinuata nella conversazione tra i due leader, secondo il portavoce, che spiega che «c’è stato uno scambio sul coronavirus e sulle esperienze registrate in Europa e in Cina, comprese le misure adottate e la risposta delle società».
Resta da vedere se il Presidente del Consiglio Europeo abbia inviato qualche tipo di messaggio sulle proteste degli ultimi giorni, che hanno costretto le autorità a cedere dopo aver parzialmente revocato le misure in diverse aree delle città di Canton e Zhengzhou nonostante l’elevato numero di contagi.
Il colloquio è servito anche a discutere del rispetto dei diritti umani, un tema che separa Bruxelles e Pechino e sul quale il leader dell’UE ha sottolineato l'»universalità» dei diritti e delle libertà fondamentali.
Tuttavia, Xi ha mostrato la sua disponibilità a riprendere il dialogo «ad hoc» con l’UE, che per il portavoce europeo rappresenta un’opportunità per «affrontare nel dettaglio la situazione delle minoranze, così come singoli casi di diritti umani». Michel ha insistito sul fatto che i contatti con Pechino continueranno per preparare un vertice UE-Cina il prossimo anno.
Infine, i due leader hanno discusso delle sanzioni incrociate imposte sul trattamento della minoranza uigura, per le quali l’UE ha sanzionato diversi funzionari cinesi e Pechino ha risposto con misure contro deputati, diplomatici e attivisti. Il portavoce non ha detto se questa discussione abbia prodotto risultati in termini di abolizione delle restrizioni in vigore.






