
Il governo olandese ha annunciato venerdì che permetterà a Romania e Croazia di entrare nell’area Schengen, ma mantiene il suo rifiuto di permettere alla Bulgaria di entrare nella zona che comprende i 26 Paesi europei che hanno abolito i controlli alle frontiere comuni.
Questo rifiuto è in contrasto con la richiesta avanzata dal Parlamento europeo alla fine di ottobre, in cui ha nuovamente esortato gli Stati membri dell’UE a consentire a Romania e Bulgaria di entrare nell’area Schengen «il prima possibile», con l’obiettivo di eliminare le restrizioni alla mobilità con questi due Paesi entro l’inizio del 2023.
I deputati a favore dell’adesione sostengono che le restrizioni per la Romania e la Bulgaria comportano un trattamento discriminatorio che in pratica ha un «grave impatto» sulla mobilità dei cittadini e sul trasporto delle merci. Questo a sua volta è dannoso per il mercato unico europeo, si legge nel testo, su un’area il cui protocollo di adesione richiede un voto unanime.
Il primo ministro olandese Mark Rutte ha dichiarato in una conferenza stampa, riportata da Dutch News, che la decisione di non sostenere la richiesta della Bulgaria era basata sul fatto compiuto e non era una decisione politica. «Abbiamo adottato un approccio decente», ha dichiarato il primo ministro, il cui governo continua a percepire carenze tecniche nella proposta bulgara e ha anche chiesto maggiori indagini sulla corruzione e sulla criminalità organizzata nel Paese.
Rutte, nelle dichiarazioni riportate da Bloomberg, ha sottolineato che questo blocco non dovrebbe influire sulle aspirazioni di adesione della Bulgaria nel lungo periodo, anche se si tratta di una questione che verrà discussa nuovamente a Bruxelles l’8 dicembre, durante la riunione dei ministri della Giustizia dell’UE.






