
Martedì la Corte costituzionale tedesca ha dato il via libera alla partecipazione di Berlino al fondo di ricostruzione dell’Unione europea (UE) per il coronavirus, dopo aver respinto due ricorsi costituzionali contro la relativa legge approvata dal Parlamento lo scorso anno.
Il programma di ricostruzione, denominato «Next Generation EU», mira ad aiutare gli Stati dell’UE a riprendersi dalla pandemia e prevede che la Commissione europea assuma prestiti su larga scala. Il fondo totale ammonta a 750 miliardi di euro a prezzi 2018.
Le somme maggiori sono destinate a Paesi particolarmente colpiti come l’Italia e la Spagna. La Germania prevede di ricevere quasi 26 miliardi di euro di sussidi per settori quali la ricerca sull’energia a idrogeno, i trasporti rispettosi del clima e un sistema educativo più digitalizzato.
Secondo la Corte dei Conti federale, la Germania è il maggior contribuente netto del fondo, con un totale previsto di circa 65 miliardi di euro, ha riferito l’agenzia di stampa tedesca DPA. L’autorità aveva messo in guardia dai rischi per il bilancio federale.






