
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha smentito martedì di aver posto il veto agli aiuti economici all’Ucraina, sottolineando di essere pronto a fornire sostegno purché sia dato «su base bilaterale», dopo che l’Unione Europea ha rinviato la sua decisione sul congelamento dei fondi all’Ungheria.
Orbán ha scritto su Twitter che la notizia secondo cui l’Ungheria avrebbe posto il veto all’assistenza finanziaria all’Ucraina martedì non solo è «falsa», ma anche che è disposta a farlo purché sia «su base bilaterale».
«Nessun veto, nessun ricatto», ha scritto Orbán, assicurando che l’Ungheria intende «convincere» l’Unione Europea che la strada del debito non è una «soluzione». «Immaginiamo un futuro diverso per l’Europa. Una costruzione basata su Stati membri forti, invece che su enormi cumuli di debito comune», ha affermato.
Martedì i ministri delle Finanze dell’UE hanno sottolineato la necessità di trovare una soluzione alternativa per concordare la fornitura di aiuti economici all’Ucraina senza l’Ungheria, che sta cercando di collegare questo punto al suo accesso ai fondi europei.
Il ministro delle Finanze ungherese, Mihaly Varga, ha rimproverato a Bruxelles di aver creato «un pericoloso precedente», «condizionando» il pagamento dei fondi europei «ad altre questioni completamente estranee».
In questo senso, si è rammaricato del fatto che, nonostante la Commissione europea abbia dato un’evoluzione positiva al piano di ripresa nazionale, «assegnandogli un punteggio eccellente», e che «il governo ungherese abbia completamente rispettato i suoi impegni», continui a mantenere il congelamento di questi pagamenti.
Il 30 novembre, la Commissione ha raccomandato l’approvazione del piano nazionale di riforma, dato che l’Ungheria ha attuato una serie di riforme, anche se ha chiarito che l’eventuale erogazione è subordinata all’adempimento di 27 misure legate ai problemi della corruzione e dell’indipendenza della magistratura, il che in pratica significa mantenere bloccati questi fondi regionali.






