
Il ministero degli Esteri argentino ha convocato giovedì l’ambasciatore britannico nel Paese, Kirsty Hayes, per protestare contro una serie di esercitazioni militari in corso nei pressi delle Isole Falkland.
In una dichiarazione, il ministro degli Esteri argentino, Santiago Cafiero, ha espresso il suo «categorico rifiuto» dell’idea di «introdurre nuovi attori militari» nelle Malvine, dichiarazione che alludeva anche alla possibile presenza di soldati del Kosovo.
Ha fatto riferimento alle notizie sull’invio di soldati kosovari come parte di una «operazione di sostegno alla pace in conformità con un accordo firmato con il Regno Unito sull’incorporazione di personale delle Forze di sicurezza del Kosovo nel suo esercito di fanteria nelle Malvine».
Per questo ha convocato l’ambasciatore per «comunicarle il profondo rifiuto del governo argentino» e ricordare che le Malvine sono «parte integrante del territorio argentino illegittimamente occupato dal Regno Unito».
Ha anche detto che il Segretario per le Isole Malvinas, Guillermo Carmona, ha consegnato una nota di protesta all’ambasciatore per indicare che le azioni britanniche sono una «dimostrazione di forza ingiustificata».
Inoltre, sostengono che ciò implica «un deliberato disprezzo per gli appelli di numerose risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e di altri forum internazionali che esortano sia l’Argentina che il Regno Unito a riprendere i negoziati per trovare una soluzione pacifica e definitiva alla disputa sulla sovranità che coinvolge entrambi i Paesi nella questione delle Malvine».






