
Le autorità iraniane hanno negato che le donne nelle carceri iraniane siano soggette a stupri e altri abusi sessuali.
La smentita arriva una settimana dopo che il portale di notizie IranWire ha pubblicato il filmato di una donna di 22 anni che si è tolta la vita dopo essere stata violentata da membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane durante la sua detenzione in una prigione nel nord-ovest dell’Iran.
Ad accompagnare il rapporto di IranWire sono state le dichiarazioni dell’attivista Fatemeh Davand, che ha affermato che almeno otto giovani donne, tra cui una minorenne di 17 anni, sono state violentate da agenti delle Guardie Rivoluzionarie durante i loro interrogatori, nell’ambito delle proteste scoppiate nel Paese contro la morte in custodia della giovane Mahsa Amini il 16 dicembre.
In risposta, il Dipartimento per le Relazioni Pubbliche dell’Agenzia Penitenziaria ha assicurato che «tutte le azioni, tra cui la detenzione, il deferimento alle autorità giudiziarie e il trattamento dei detenuti sono svolte da dipendenti donne».
«I luoghi di detenzione delle donne private della libertà nelle carceri del Paese hanno condizioni di vita adeguate e garantiscono il pieno rispetto della dignità delle donne private della libertà e dei diritti dei cittadini», aggiunge la nota, riportata dall’agenzia di stampa della magistratura iraniana, Mizan.
«Questa organizzazione si riserva il diritto di portare davanti alla giustizia tutti coloro che diffondono notizie false», conclude la nota.






