
Venerdì il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato nuove sanzioni per i viaggi e il congelamento dei beni nei confronti di 40 persone e organizzazioni in nove Paesi del mondo per violazioni dei diritti umani e pratiche di corruzione, in coincidenza con le commemorazioni della Giornata internazionale contro la corruzione e della Giornata dei diritti umani, rispettivamente venerdì e sabato.
Queste sanzioni fanno parte del cosiddetto Global Magnitsky Human Rights Accountability Act, in base al quale gli Stati Uniti si dichiarano autorizzati a perseguire unilateralmente i cittadini stranieri accusati di atti di corruzione o di violazioni dei diritti fondamentali.
Tra le entità sanzionate c’è, ad esempio, l’Ufficio generale delle guardie di frontiera del Ministero della Sicurezza di Stato nordcoreano, complice di pratiche di «lavoro forzato, tortura e altre violazioni dei diritti umani e abusi per mano del governo».
Gli Stati Uniti hanno anche sanzionato due responsabili politici cinesi nella Regione autonoma del Tibet, uno dei quali è il direttore dell’Ufficio per la sicurezza pubblica tibetana (il capo della polizia «de facto»), Zhang Hongbo, coinvolto in «gravi violazioni dei diritti umani, anche nelle strutture di detenzione gestite dal TPSB, caratterizzate da torture, abusi fisici e omicidi di prigionieri».
Nel caso di El Salvador, gli Stati Uniti impongono sanzioni al suo ministro del Lavoro, Oscar Rolando Castro, che nel 2021 sarà inserito nella cosiddetta Lista Engel degli Stati Uniti, con l’accusa di corruzione. Le sanzioni di venerdì riguardano anche l’ex segretario legale presidenziale Conan Tonathiu Castro Ramirez, anch’egli presente nella lista.
Per il Guatemala, gli Stati Uniti hanno nominato l’ex deputato Allan Estuardo Rodriguez Reyes, il deputato Jorge Estuardo Vargas Morales e l’ex ministro dell’Energia e delle Miniere Luis Alfonso Chang Navarro.
Nel continente africano spiccano le sanzioni contro l’ex presidente guineano Alpha Condé, spodestato con un colpo di Stato nel settembre 2021 e sotto la cui presidenza, secondo gli Stati Uniti, «le forze di sicurezza hanno commesso atti di violenza contro i sostenitori dell’opposizione». Gli Stati Uniti stanno sanzionando anche Karim Keita, figlio dell’ex presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita ed ex presidente del Comitato di sicurezza e difesa dell’Assemblea nazionale maliana.
Infine, per quanto riguarda la Russia, gli Stati Uniti hanno sanzionato tutti i 15 membri della Commissione elettorale nazionale del Paese per aver contribuito allo svolgimento di elezioni fraudolente e diversi funzionari russi coinvolti, durante l’invasione dell’Ucraina, nelle cosiddette «fughe di notizie»: interrogatori e perquisizioni della popolazione civile ucraina nei territori occupati dalla Russia.
Tra questi, individua, ad esempio, i capi dell’Amministrazione presidenziale della Federazione Russa Oleg Yurievich Nesterov e Yevgeni Radionovich Kim come «partecipanti diretti alla pianificazione e all’attuazione» di questi protocolli.
Il Dipartimento di Stato ha anche sanzionato i cittadini della Federazione Russa Ochur-Suge Terimovich Mongush e Lyudmila Nikolaevna Zaitseva, entrambi presumibilmente coinvolti in torture, il primo, mentre la Zaitseva è stata coinvolta nel «rapimento e trasferimento forzato di bambini dall’Ucraina».






