
Venerdì la polizia belga ha perquisito l’abitazione di una vicepresidente del Parlamento europeo, la socialista greca Eva Kaili, che è stata anche interrogata, in relazione a un presunto schema di corruzione da parte del Qatar a persone che potrebbero influenzare il processo decisionale dell’istituzione europea.
La Procura federale ha reso noto di aver arrestato quattro persone e di aver effettuato fino a 16 perquisizioni in varie zone di Bruxelles nell’ambito di un’indagine su una «presunta organizzazione criminale di corruzione e riciclaggio di denaro» che da mesi cercava di influenzare le decisioni «economiche e politiche» del Parlamento europeo per conto di un Paese del Golfo.
«A tal fine, hanno versato somme di denaro e offerto regali importanti a terzi con una posizione politica e/o strategica significativa all’interno del Parlamento europeo», ha dichiarato la Procura in un comunicato che conferma i quattro arresti senza chiarire l’identità degli indagati.
Tuttavia, fonti dell’inchiesta citate dai giornali Le Soir e Knack hanno rivelato che tra gli arrestati ci sono un ex eurodeputato socialista, l’italiano Pier-Antonio Panzeri, diversi assistenti parlamentari e il segretario generale della Confederazione europea dei sindacati, Luca Visentini. I media hanno anche identificato il Qatar come il Paese indagato nell’ambito dell’operazione anti-corruzione.
Durante le perquisizioni, le autorità hanno sequestrato circa 600.000 euro in contanti, apparecchiature informatiche e telefoni cellulari che saranno analizzati dagli investigatori.
Il Parlamento europeo ha optato per la prudenza e non ha voluto commentare un caso in corso di indagine perché, secondo le fonti, l’istituzione non commenta i processi giudiziari in corso, né in questo né in altri casi.
Finora i nomi emersi sono legati al personale del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) al Parlamento europeo, tra cui la vicepresidente dell’istituzione, Eva Kaili, la cui abitazione è stata perquisita.
Un’immagine postata all’inizio del mese di Kaili che incontra il ministro del Qatar Ali bin Samij Al Marri e un messaggio di riconoscimento da parte dell’UE dell'»impegno del Qatar a continuare le riforme del lavoro dopo la Coppa del Mondo» sono visibili in un messaggio su Twitter dell’ambasciatore dell’UE in Qatar Cristian Tudor, il cui account è stato limitato da quando è stato scoperto il piano di corruzione.
Il gruppo S&D ha rilasciato una dichiarazione in cui difende la sua «tolleranza zero» nei confronti della corruzione e si dice «sconcertato» dalle notizie riportate dalla stampa belga, chiedendo la sospensione delle votazioni e di altri lavori del Parlamento europeo relativi ai Paesi del Golfo.
«Data la gravità dei sospetti, e fino a quando le autorità competenti non forniranno informazioni e chiarimenti pertinenti, chiediamo la sospensione dei lavori su tutti i dossier e delle votazioni in plenaria riguardanti gli Stati del Golfo, in particolare la liberalizzazione dei visti e le visite previste», si legge nella dichiarazione rilasciata dai socialdemocratici europei.






