
Centinaia di tunisini hanno manifestato sabato per chiedere «il ritorno del processo costituzionale», una protesta indetta dal Fronte di Salvezza a pochi giorni dalle elezioni legislative anticipate indette dal presidente Kais Saied e boicottate dall’opposizione.
La protesta, che si è svolta nel centro della capitale Tunisi, si è conclusa senza gravi incidenti, tra canti che chiedevano l’allontanamento dal potere di Saied, che nel luglio 2021 si era arrogato tutti i poteri dopo aver sciolto il governo e sospeso il parlamento, sciolto mesi dopo.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale tunisina TAP, i partecipanti alla protesta hanno denunciato il deterioramento delle condizioni sociali ed economiche e la crisi politica del Paese, sostenendo il boicottaggio delle elezioni legislative del 17 dicembre.
Il presidente del Fronte di Salvezza, Ahmed Neyib Chebi, ha sottolineato che la coalizione di opposizione «è una forza ascoltata in Tunisia e all’estero» e ha sostenuto che Saied «è isolato all’interno del suo Paese». Ha ribadito il suo sostegno all’allontanamento del presidente dal potere e alla creazione di un governo di salvezza.
In questo senso, Chebi ha spiegato nelle dichiarazioni rilasciate alla radio tunisina Mosaique FM che «la missione (di questo governo di salvezza) sarebbe quella di realizzare riforme economiche, politiche e costituzionali che permettano alla Tunisia di riconquistare la legittimità attraverso vere elezioni».
Da parte sua, l’ex primo ministro tunisino Ali Laarayedh, membro di spicco del partito islamista Ennahda, ha denunciato che «Saied continua a reprimere le libertà per realizzare una farsa elettorale attraverso la quale cercare di ottenere ulteriore legittimità».
L’opposizione ha già boicottato il referendum costituzionale di luglio, che ha rafforzato i poteri del presidente e ridotto il peso del parlamento, parte di una serie di riforme promosse da Saied, criticato dall’opposizione per quella che descrive come una deriva autoritaria.






