
Il direttore della Polizia nazionale honduregna, Gustavo Sánchez, ha chiesto una proroga dello stato di emergenza nel Paese fino al 6 gennaio, al fine di garantire la lotta contro la criminalità e le estorsioni da parte delle bande.
La misura, in vigore dalla scorsa settimana, riguarda alcuni quartieri delle città di Tegucigalpa e San Pedro Sula dove le bande hanno intensificato le loro attività criminali, come rapine ed estorsioni.
«In base alla nostra pianificazione e analisi, lo abbiamo già in mente ed eventualmente chiederemo al ramo esecutivo di estendere i tempi e le città», ha detto Sánchez, secondo il quotidiano honduregno «La Tribuna».
Il capo della Polizia nazionale ritiene che la misura debba riguardare le città con i più alti livelli di violenza e criminalità, e non solo alcuni quartieri. Dalla sua attuazione, le autorità hanno arrestato più di cento persone e smantellato almeno venti gruppi criminali.
Infine, Sánchez ha sottolineato che, sebbene la misura sia stata inizialmente vista «con grande timore», la realtà è che oggi c’è «molta speranza e soddisfazione» perché i cittadini comuni «non sono affatto colpiti» dallo stato di emergenza.
Dei quasi 300 comuni che compongono il Paese, solo due – quelli di Tegucigalpa e San Pedro Sula – sono sottoposti a questa misura. Nella capitale si sta intervenendo in 89 quartieri, mentre nella seconda città se ne contano 73.
La normativa ricorda quella analoga annunciata da uno dei suoi vicini più problematici, El Salvador, dove il presidente Nayib Bukele ha decretato lo stato di emergenza, in vigore da oltre sette mesi, tra le critiche e le denunce delle organizzazioni internazionali per presunte violazioni dei diritti umani.






