
I governi di Messico, Colombia, Bolivia e Argentina hanno emesso un comunicato congiunto in cui esprimono «profonda preoccupazione» per la destituzione e l’arresto dell’ex presidente del Perù Pedro Castillo, invitando le istituzioni del Paese andino a rispettare «la volontà dei cittadini alle urne».
Secondo i quattro Paesi, «non è una novità» per il mondo che Castillo, dal giorno della sua elezione, «è stato vittima di molestie antidemocratiche, in violazione dell’articolo 23 della Convenzione americana sui diritti umani», secondo la lettera, diffusa sui social network dall’ufficio stampa del governo messicano.
«I nostri governi chiedono a tutti gli attori coinvolti nel precedente processo di dare priorità alla volontà dei cittadini espressa nelle urne. Questo è il modo di interpretare la portata e il significato della nozione di democrazia, come stabilito dal Sistema interamericano dei diritti umani», hanno dichiarato i dirigenti messicani, colombiani, boliviani e argentini.
In questo senso, hanno esortato i poteri dello Stato ad astenersi dal «rovesciare la volontà popolare espressa attraverso il libero suffragio», chiedendo a loro volta di «rispettare pienamente i diritti umani del presidente Pedro Castillo e di garantirgli protezione giudiziaria».






