
I negoziatori del Parlamento europeo e dell’UE-27 hanno raggiunto mercoledì un accordo sulle nuove regole che daranno maggiori poteri all’agenzia europea per la cooperazione giudiziaria, Eurojust, per accelerare lo scambio di informazioni digitali nei casi di terrorismo.
L’accordo, che deve ancora essere formalmente approvato dal Consiglio e dal Parlamento per diventare valido, fa parte dell’impegno dell’UE a modernizzare e digitalizzare la cooperazione giudiziaria transfrontaliera.
«I terroristi non conoscono confini», ha dichiarato Pavel Blazek, ministro della Giustizia della Repubblica Ceca, in una dichiarazione per annunciare l’accordo e spiegare l’importanza che le autorità abbiano una «visione transfrontaliera» delle attività criminali.
«Il nuovo sistema digitale consentirà un migliore controllo incrociato delle informazioni per individuare i collegamenti tra i reati, indipendentemente dal luogo dell’UE in cui sono stati commessi», ha dichiarato.
Attualmente le autorità giudiziarie degli Stati membri condividono già le informazioni attraverso Eurojust, ma utilizzano canali diversi che portano al registro giudiziario europeo antiterrorismo. L’UE ritiene che questo sistema sia «tecnicamente obsoleto» perché non consente di effettuare controlli incrociati.
Pertanto, il nuovo quadro mira a colmare queste lacune e a consentire a Eurojust di svolgere un ruolo «più forte e proattivo» nel sostenere il coordinamento e la cooperazione tra le autorità nazionali che indagano e perseguono i casi di terrorismo.
In base alle nuove norme, gli Stati membri dovranno fornire a Eurojust informazioni su eventuali indagini penali relative a reati di terrorismo non appena tali casi vengono deferiti alle autorità giudiziarie.
È stato quindi annunciato un nuovo sistema digitale di gestione dei casi per archiviare queste informazioni e consentire controlli incrociati. Eurojust sarà in grado di individuare meglio i collegamenti tra le indagini e le azioni penali transnazionali nel campo del terrorismo, al fine di informare meglio i Paesi partner.
Inoltre, sarà creato un canale di comunicazione digitale sicuro tra gli Stati membri ed Eurojust e la cooperazione con i Paesi terzi sarà semplificata consentendo ai procuratori di collegamento collegati a Eurojust di accedere al sistema di gestione dei casi.






