
Il Ministro degli Affari Esteri, José Manuel Albares, ha dichiarato giovedì che il governo spagnolo «spingerà» affinché il Messico firmi un accordo commerciale con l’Unione Europea simile a quello recentemente rinnovato con il Cile, che prevede anche l’adattamento delle relazioni alle nuove sfide come la lotta al cambiamento climatico.
Nelle dichiarazioni rilasciate ai media insieme al suo omologo messicano, Marcelo Ebrard, dopo la 13ª riunione della Commissione binazionale Messico-Spagna, il ministro ha affermato che con questo incontro il Governo dimostra la «specificità» delle relazioni con questo Paese latinoamericano, che a suo avviso godono di «ottima salute» e anche «un impegno strategico reciproco» che include la «volontà di rilanciare questo legame».
Dal Messico, Albares ha spiegato che i due governi hanno intenzione di rilanciare «progetti di cooperazione», soprattutto in America Centrale «in modo che abbiano un impatto positivo sulle società della regione», e ha annunciato che la Spagna sarà ospite d’onore della Fiera internazionale del libro di Guadalajara, oltre a un accordo per l’organizzazione di una mostra sulle culture messicane pre-ispaniche nel nostro Paese.
In questo contesto, il ministro degli Esteri ha affermato che, durante la presidenza spagnola del Consiglio dell’Unione Europea nel 2023, l’Esecutivo intende «spingere» la presenza dell’America Latina «nel cuore dell’Europa» e ha sostenuto che l’accordo globale tra il Messico e l’UE «dovrebbe essere finalizzato e firmato» in modo che «possa essere reciprocamente vantaggioso», come è accaduto con l’accordo tra Cile e Mercosur.
Ha inoltre espresso la gratitudine della «Spagna democratica» per la «straordinaria accoglienza» riservata ai cittadini esiliati dalla guerra civile e dal franchismo e ha difeso la lingua comune che le due nazioni condividono e che lavoreranno per consolidare come «veicolo di cooperazione internazionale».
Il ministro ha rivendicato la buona armonia tra Spagna e Messico, con relazioni che, a suo avviso, «crescono di anno in anno» e sono impossibili da «mettere in pausa» perché entrambi i Paesi sono «due fratelli» che condividono cittadini che «attraversano l’Atlantico». «Vogliamo che emerga un programma d’azione ambizioso, affinché l’Europa non volti le spalle all’America Latina», ha sottolineato.
Da parte sua, il ministro degli Esteri messicano ha definito l’incontro «un grande successo», in quanto ha permesso ai due Paesi di concordare «azioni comuni» e ha riattivato la loro «vasta» rete di cooperazione congiunta.
«È un successo perché ci consentirà di avanzare molto rapidamente, con un buon ritmo, nelle relazioni bilaterali tra i nostri popoli», ha concluso il ministro messicano.
Ebrard ha confermato che, se tutto andrà secondo i piani, la prossima riunione della Commissione binazionale Messico-Spagna si terrà nel 2024 a Madrid e ha elogiato l’organizzazione di questo incontro dopo sette anni.
In vista della presidenza spagnola del Consiglio dell’Unione europea nel secondo semestre del 2023, Ebrard ha sottolineato che spera che la modernizzazione dell’accordo tra il Messico e l’UE possa essere portata a termine. Ha inoltre auspicato la creazione di un fondo misto per l’America Centrale e la promozione di «tutto ciò che ha a che fare con l’istruzione, le università, la cultura e la scienza».
RELAZIONE MESSICANA CON IL PERÙ Interrogato sulla situazione in Perù, il capo della diplomazia messicana ha evitato di commentare la questione, pur insistendo sul fatto che la nazione andina sta attraversando «un processo molto complesso». «Continueremo con la nostra tradizione di non intervento e di diritto di asilo», ha dichiarato.
Il sostegno del Messico all’ex presidente peruviano Pedro Castillo ha suscitato malumori a Lima, dove alcuni parlamentari hanno addirittura auspicato la rottura delle relazioni diplomatiche e la dichiarazione del presidente messicano Andrés Manuel López Obrador come «persona non grata».






