
Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha criticato giovedì la richiesta formale di adesione del Kosovo all’UE, affermando che si tratta di una «violazione» degli accordi preesistenti tra le parti.
Vucic ha affermato che le autorità kosovare hanno proceduto a violare il patto noto come Accordo di Washington, in base al quale le parti hanno concordato di normalizzare le loro relazioni economiche nel settembre 2020, durante l’amministrazione dell’ex presidente statunitense Donald Trump.
«Risponderemo con precisione a questa domanda nel corso della serata, dopo la riunione del Gabinetto», ha dichiarato a RTS TV. Ha dichiarato che l’incontro permetterà al governo di affrontare la situazione relativa alla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che autorizza la presenza internazionale in Kosovo.
Il governo serbo intende anche decidere se chiedere alle forze internazionali dispiegate in Kosovo di includere truppe o agenti serbi nel nord, dove la situazione si è recentemente aggravata.
L’accordo di Washington, firmato da Vucic e dall’allora capo del governo del Kosovo, Avdullah Hoti, prevedeva l’impegno di Pristina a non richiedere l’adesione a organizzazioni internazionali, impegno che ora sarebbe stato violato.
Giovedì, il primo ministro del Kosovo Albin Kurti ha consegnato la domanda formale di adesione all’UE in una visita simbolica alla Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno del blocco fino al 31 dicembre.
Kurti ha sottolineato che si tratta di una pietra miliare «storica» per l’ex provincia serba e spera di ricevere il questionario che Pristina dovrà compilare «al più presto», al fine di compiere ulteriori progressi in questo complesso processo.






