
La vicepresidente della Commissione europea per lo Stato di diritto Vera Jourová ha reagito venerdì alla chiusura dei profili Twitter di diversi giornalisti avvertendo Elon Musk che ci sono «linee rosse» che proteggono i diritti fondamentali come la libertà di espressione e che l’UE avrà «presto» la possibilità di imporre «sanzioni» alle piattaforme digitali che violano tali regole.
«La notizia della sospensione arbitraria degli account Twitter dei giornalisti è preoccupante. La legge sui servizi digitali dell’UE richiede il rispetto della libertà di stampa e dei diritti fondamentali», ha avvertito la Jourova in un breve messaggio sul suo profilo Twitter.
Il vicepresidente dell’UE ha aggiunto che il magnate statunitense proprietario di Twitter dovrebbe essere «consapevole» che esistono «linee rosse» che proteggono la libertà di stampa e lo ha avvertito che ci saranno anche «sanzioni, presto».
Jourová si riferisce al Digital Services Act (DSA) che l’UE ha concordato quest’anno per prevenire gli abusi da parte delle grandi piattaforme digitali e rafforzare i diritti degli utenti, anche se questo nuovo quadro non sarà pienamente in vigore fino al febbraio 2024, sebbene alcune disposizioni che non fanno riferimento alle sanzioni stiano già iniziando a essere attuate.
La forte reazione di Jourová fa seguito alla decisione del social network di bloccare gli account di diversi giornalisti appartenenti ad alcuni importanti media statunitensi dopo che questi avrebbero violato i termini della piattaforma rivelando informazioni personali su Musk.
In particolare, i giornalisti, appartenenti a media come il «New York Times», il «Washington Post» o la CNN, avevano riferito del divieto di utilizzo di un account Twitter che pubblicava aggiornamenti in tempo reale sulla posizione dell’aereo privato del miliardario, ha riferito la CNN.
In una conferenza stampa a Bruxelles, il portavoce della Commissione europea per l’economia e l’innovazione digitale, Johannes Bahrke, ha sottolineato l’importanza che le piattaforme abbiano termini d’uso «chiari, comprensibili e trasparenti», precisando che la nuova legge europea sottolinea l’obbligo che quando una piattaforma agisce sui termini d’uso deve farlo in modo «proporzionato e nel rispetto dei diritti fondamentali».
«Una misura non può essere discriminatoria o arbitraria», ha proseguito Bahrke, che ha avvertito che stava parlando in termini generali del nuovo regolamento UE e non stava rispondendo a nessun caso specifico.






