
Il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha presentato venerdì quello che è considerato il più ambizioso riesame della sicurezza strategica dalla Seconda Guerra Mondiale, che potrebbe annunciare un radicale allontanamento dalla storica politica di «autodifesa» nazionale limitata, con le forze giapponesi in grado di lanciare contrattacchi oltre i propri confini.
La nuova iniziativa, che potrebbe richiedere un aumento fino al 100% del bilancio annuale della difesa giapponese, giunge in un momento in cui il Giappone sostiene di essere minacciato dalla crescente influenza militare della Cina – che ha già ripudiato il documento – nelle acque regionali e dai continui test balistici della Corea del Nord.
Il piano presentato da Kishida poggia su tre pilastri: la Strategia di sicurezza nazionale (NSS), la Strategia di difesa nazionale e il Piano di sviluppo delle forze di difesa. È proprio l’NSS che prevede la possibilità di «condurre efficaci contrattacchi sul territorio avversario», in una decisione che egli definisce «una misura minima di autodifesa».
Va ricordato che la Costituzione giapponese limita fortemente le capacità operative delle cosiddette Forze di autodifesa del Giappone, che sono giuridicamente incapaci, in linea di massima, di risolvere i conflitti internazionali con la violenza, anche se vari governi giapponesi hanno cercato, in misura maggiore o minore, di superare questi limiti ogni volta che il Paese si è trovato minacciato dai suoi vicini.
Il nuovo piano attribuisce inoltre una straordinaria importanza alla strategia marittima, a partire da un maggiore dispiegamento nelle contese isole Senkaku, sotto il controllo giapponese ma rivendicate dalla Cina con il nome di Diaoyu e da Taiwan (Tiaoyutai); e nell’arcipelago di Takeshima, rivendicato anche da un altro Paese, in questo caso la Corea del Sud, con il nome di isole Dokdo.
Resta da vedere quale impatto avrà sulla popolazione il possibile aumento delle tasse che il governo di coalizione giapponese sta preparando, in un momento in cui l’indice di gradimento del primo ministro è ai minimi storici.
Secondo una bozza consultata dall’emittente pubblica giapponese NHK, il disegno di legge prevede l’imposizione di un’ulteriore imposta sul reddito delle società del 4-4,5% per tutti i settori e l’estensione del previsto aumento dell’1% su tutte le dichiarazioni dei redditi individuali oltre la scadenza iniziale del 2037.
CINA E COREA RIFIUTANO IL NUOVO DOCUMENTO Come era prevedibile, il governo cinese ha protestato con forza contro un piano di sicurezza che considera basato su una distorsione della realtà.
La nuova strategia di sicurezza del Giappone, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin, non fa altro che «esagerare la presunta ‘minaccia cinese'»; un documento che «ignora i fatti, devia dall’impegno nei confronti delle relazioni sino-giapponesi e delle intese comuni» e rappresenta, in termini generali, «un esercizio di discredito senza fondamento».
Per il momento, tuttavia, la presentazione di questo piano non ha influito sui colloqui per una visita in Cina, forse alla fine del mese, del ministro degli Esteri giapponese Yoshimasa Hayashi, secondo il quotidiano ufficiale cinese per la comunità internazionale, il «Global Times».
Anche il ministero degli Esteri della Corea del Sud ha presentato venerdì una «forte» protesta contro il Giappone perché il documento dichiara sotto la sovranità giapponese le isole contese Dokdo, che Seul descrive come «intrinsecamente» suo territorio sotto gli auspici della «storia, della geografia e del diritto internazionale», secondo il portavoce del ministero degli Esteri Lim Soo Suk, citato dall’agenzia di stampa ufficiale sudcoreana Yonhap.
«Il governo giapponese deve rendersi conto una volta per tutte che ripetere falsità sulle Dokdo non aiuta le nostre relazioni future e risponderemo duramente a qualsiasi provocazione sull’arcipelago», ha avvertito.
Il governo statunitense ha dichiarato il suo incondizionato sostegno al nuovo piano strategico, lodandolo come un «passo audace e storico» per difendere una «regione indo-pacifica libera e aperta», secondo le parole del consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan.
«La strategia espone la visione del Primo Ministro Kishida e del popolo giapponese per un’ampia e forte comunità di partner e alleati a sostegno della pace e della stabilità nella regione», ha dichiarato Sullivan in una dichiarazione, in cui ha anche difeso l’aumento della spesa per la difesa previsto dal governo giapponese perché «rafforzerà e modernizzerà» l’alleanza tra i due Paesi.
«La nuova strategia rafforza il profondo impegno del Primo Ministro Kishida per la pace internazionale e la non proliferazione nucleare», secondo Sullivan, che descrive il nuovo piano come un importante precursore dell’accresciuto ruolo del Giappone l’anno prossimo, quando siederà al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e ospiterà il G-7.
«Ci congratuliamo con il Primo Ministro Kishida e con il popolo giapponese per la loro nuova storica strategia di sicurezza nazionale, che aiuterà noi e i nostri partner a raggiungere una pace, una stabilità e una prosperità durature», conclude Sullivan.






