
Giovedì il governo peruviano ha decretato il coprifuoco in 15 province del Paese per almeno cinque giorni, un giorno dopo l’annuncio dello stato di emergenza per mitigare le proteste che stanno scoppiando in tutto il Paese.
Il documento, firmato dalla presidente del Perù, Dina Boluarte, afferma: «Dichiarare per la durata di cinque giorni di calendario l’immobilizzazione sociale obbligatoria di tutte le persone nelle loro case, nell’ambito dello Stato di Emergenza nazionale dichiarato con Decreto Supremo».
In particolare, la misura interessa otto dipartimenti, tra cui Arequipa, La Libertad, Ica, Apurímac, Cusco, Puno, Huancavelica e Ayacucho.
L’orario del coprifuoco varia da provincia a provincia, anche se in tutti i casi termina alle 4.00 del mattino. In alcune province, come Andahuaylas o Chincheros, entrambe nell’Apurímac, la misura inizia alle ore 18.00. Nelle province di altri dipartimenti, come Arequipa o Cusco, il coprifuoco inizia alle ore 20.00.
Il primo ministro del Perù, Pedro Angulo, ha chiarito in un’intervista rilasciata mercoledì alla radio RPP che il coprifuoco «sarà solo situazionale e verrà applicato in casi specifici».
«Il coprifuoco sarà situazionale, sarà limitato a dove è necessario. Ad esempio, se un aeroporto viene occupato, verrà sicuramente dichiarato il coprifuoco e, per recuperarlo e metterlo al servizio dei cittadini, sarà necessario l’intervento dell’esercito», ha detto Angulo.






