
Il Presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha evitato di rispondere sul presunto coinvolgimento del Marocco nello scandalo di corruzione del Parlamento europeo da parte del Qatar, noto come «Qatargate», e ha assicurato che aspetterà la conclusione delle indagini per «prendere atto e agire».
Lo ha dichiarato Sánchez durante la conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, alla domanda su quanto riportato dal media alemanno «Der Spiegel», secondo cui il Marocco sarebbe coinvolto nel piano di corruzione per acquisire peso politico ed economico a Bruxelles, dove sono stati arrestati l’ormai ex vicepresidente del Parlamento europeo, la socialista Eva Kaili, e l’ex eurodeputato italiano Pier Antonio Panzeri.
Francesco Giorgi, compagno di Kaili e arrestato nell’operazione anti-corruzione per le tangenti pagate dal Qatar, ha coinvolto anche l’eurodeputato Andrea Cozzolino, capo della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con il Maghreb, compreso il Marocco, in una dichiarazione rilasciata alla polizia giovedì.
A questo proposito, ha voluto dare fiducia al Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e alla giustizia belga e attendere le conclusioni delle indagini per prendere «da un punto di vista politico e diplomatico» le «misure appropriate per difendere l’autonomia o l’indipendenza» dell’istituzione.
«È un caso straordinariamente grave e dobbiamo avere tutte le informazioni per poter mettere insieme tutte le azioni che ne conseguono», ha aggiunto.






