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Buone notizie internazionali da un anno segnato dalla guerra

Roberto De Luca

2022-12-18
Archivio
Archivio – Accoglienza dei rifugiati ucraini al checkpoint di Medyka in Polonia – ANNA VOITENKO / ZUMA PRESS / CONTACTOPHOTO

Il 2022 è stato l’anno dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, ma le conseguenze locali e globali di questo conflitto nel centro dell’Europa non hanno impedito il raggiungimento di altre pietre miliari in tutto il mondo che, guardando al passato, anche le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG vogliono sottolineare.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accoglie infatti con favore la risposta «esemplare» e «senza precedenti» a livello europeo alla guerra in Ucraina, ad esempio con l’attivazione per la prima volta di una direttiva sulla protezione temporanea di cui hanno potuto beneficiare gli ucraini fuggiti in massa dal loro Paese dopo lo scoppio del conflitto a febbraio.

«Questo meccanismo consente l’accesso alla protezione immediata e concede permessi di lavoro e di soggiorno a ucraini, apolidi e cittadini di Paesi terzi con residenza legale in Ucraina che non possono tornare nel loro Paese», sottolinea la portavoce dell’organizzazione in Spagna, María Jesús Vega, che ora chiede di fare di più. Spera di «prendere nota» di questa risposta «rapida e agile» per applicarla ad altri contesti di sfollamento.

Ha anche applaudito la «solidarietà» di una popolazione che «si volta letteralmente le spalle» per rispondere «in mille modi» a emergenze come quella ucraina. O quello delle amministrazioni a tutti i livelli che si sono mobilitate a tempo di record per assistere i rifugiati.

«Questa esperienza molto positiva ci ha insegnato che è possibile semplificare e accelerare il trattamento e la risposta ai rifugiati quando ci sono volontà e risorse, quando c’è un coordinamento tra tutti gli attori e le amministrazioni e le considerazioni politiche vengono messe da parte», sottolinea.

L'»immensa ondata di solidarietà globale» è anche la buona notizia globale agli occhi di Save the Children, in un anno segnato da una guerra, quella ucraina, che ha avuto conseguenze «estremamente gravi» per la popolazione, secondo le parole del Direttore della Cooperazione Internazionale dell’ONG, Vicente Raimundo.

In questo senso, ricorda che è tutta una questione di volontà: «La mobilitazione sociale a cui abbiamo assistito in questo senso nel 2022 è stata senza precedenti, così come la risposta dell’Europa, che ha aperto le frontiere alla popolazione in fuga da questo conflitto, dimostrando che quando c’è interesse politico, l’accoglienza non è un problema».

PROGRESSI IN AFRICA World Vision sottolinea invece l’accordo di cessate il fuoco firmato a novembre tra il governo etiope e il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF), in quanto nella parte settentrionale del Paese africano ci sono milioni di persone che «hanno urgente bisogno di sostegno».

La direttrice delle comunicazioni di World Vision Spagna, Eloisa Molina, afferma che l’ONG è «felice» di questa pietra miliare e auspica di lavorare «immediatamente» per espandere le attività e procedere verso una «pace duratura». «Vogliamo che questa sia una cessazione permanente della violenza», dice Molina.

Nello stato settentrionale nigeriano di Zamfara, i bambini non muoiono più per avvelenamento da piombo, grazie a una terapia avviata da Medici senza frontiere (MSF) dopo che undici anni fa più di 400 bambini erano morti in soli sei mesi in diversi villaggi a causa dell’inquinamento ambientale provocato dalle miniere.

Il coordinatore del progetto Benjamim Mwangombe ricorda che «le persone hanno trasformato i villaggi in siti di lavorazione e hanno inquinato l’ambiente per molti anni», sia l’aria che la terra. Per questo successo, il coinvolgimento delle comunità locali è stato fondamentale, anche al fine di non ripetere la stessa situazione in futuro.

Con un occhio di riguardo all’Europa, la responsabile del settore Advocacy e Studi del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) in Spagna, Cristina Junquera, sottolinea la progressiva attuazione della Garanzia europea per l’infanzia. In Spagna, il Piano d’azione nazionale per la sua attuazione è stato approvato a luglio.

Come sottolinea Junquera, questa iniziativa sostiene la necessità di garantire a tutti i bambini e gli adolescenti dell’UE sei diritti fondamentali: «istruzione e assistenza all’infanzia, istruzione e attività extrascolastiche, almeno un pasto sano al giorno a scuola, assistenza sanitaria, alloggi adeguati e cibo sano».

Allo stesso tempo, però, avverte che non è tutto fatto e che rimane «la parte più importante del piano», ovvero la sua messa in pratica e il raggiungimento degli obiettivi. Per «mantenere alta l’asticella» e garantire che «la fine della povertà infantile non si affievolisca nel lungo periodo», tutti gli attori devono essere coinvolti e coordinati.

La vicedirettrice esecutiva di UN Women, Anita Bhatia, concorda con l’attenzione europea, sottolineando in particolare la direttiva dell’UE per promuovere l’uguaglianza di genere ai vertici delle aziende, in quanto «aiuterà a rompere il soffitto di vetro che ancora oggi ostacola il progresso delle donne e aumenterà anche la trasparenza nei processi di assunzione».

«Aumentare la presenza delle donne ai vertici delle aziende è importante, sia dal punto di vista simbolico che da quello personale, perché i dati dimostrano che è positivo per le aziende stesse e per le economie», afferma l’autrice. Le Nazioni Unite stimano che le aziende con almeno il 30% di donne lavoratrici e più del 20% in posizioni dirigenziali hanno 1,4 volte più probabilità di avere una crescita sostenuta e redditizia.

Inoltre, Bhatia sottolinea che le donne leader sono anche «modelli di ruolo» per aprire la «strada alla leadership degli altri». Non a caso, aggiunge l’autrice, «l’86% delle donne afferma che quando vede un maggior numero di donne ai vertici, si sente incoraggiata a pensare di poterci arrivare da sola».

Plan International, intanto, accoglie con favore la decisione del vertice delle Nazioni Unite COP27 sull’istituzione di un fondo per le perdite e i danni per promuovere la giustizia climatica e sostenere i Paesi in via di sviluppo, una «decisione storica» che arriva «dopo anni di sforzi» e la cui attuazione dovrebbe essere «urgente».

I bambini e gli adolescenti sono agenti di cambiamento di fronte a un’emergenza che richiede un’azione immediata. Il direttore generale di Plan International, Concha López, invita tutti i Paesi, «in particolare il governo spagnolo», ad adottare politiche climatiche «ambiziose» che tengano conto dei diritti dei bambini e ad adottare misure che permettano di anticipare e mitigare gli impatti della crisi.

Fonte: (EUROPA PRESS)

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