
Le Forze armate somale hanno riferito domenica la morte di 150 miliziani del gruppo jihadista Al Shabaab nelle operazioni militari condotte negli ultimi giorni.
Il Ministero dell’Informazione del governo somalo ne ha dato notizia sulla sua pagina Facebook, senza fornire ulteriori dettagli sulle operazioni.
Sabato, un alto leader di Al Shabaab, identificato come Mohamed Yusuf Jingab, è stato ucciso in un’operazione di questa settimana, che ha portato anche alla morte di quasi 90 membri del gruppo terroristico.
L’operazione ha avuto luogo nell’area di Juhay, nella regione di Middle Shabelle, giovedì 15 settembre, sotto la direzione dell’Agenzia nazionale somala per l’intelligence e la sicurezza (NISA) e con la cooperazione di «alleati internazionali», secondo una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa ufficiale somala, Sonna.
Il governo identifica Yusuf Jingab come il capo del «Dipartimento di radicalizzazione», una sezione che ha lo scopo di reclutare i giovani somali o, come le autorità lo descrivono, di «fuorviare i giovani».
Separatamente, l’esercito somalo ha riferito che altri 40 membri di Al Shabaab sono stati uccisi in un’altra operazione militare condotta sabato sera nel villaggio di Daru Na’im, sempre nella regione di Middle Shabelle.
«L’esercito ha distrutto le postazioni in cui i Jauarij (traducibile come «rinnegati dell’Islam») si stavano radunando e Daru Na’im è ora sotto il controllo dell’esercito», si legge nel comunicato.
Negli ultimi mesi la Somalia ha intensificato le offensive contro Al Shabaab con il sostegno dei clan e delle milizie locali, nell’ambito di una serie di decisioni prese dal Presidente Hassan Shaykh Mohamud, che al momento del suo insediamento si è impegnato a porre la lotta al terrorismo al centro dei suoi sforzi per stabilizzare il Paese africano.
Fonte: (EUROPA PRESS)






