
Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha annunciato nella tarda serata di sabato la revoca delle restrizioni alla circolazione nelle township centrali di Mubende e Kassanda, considerate i principali punti di contagio dell’epidemia di Ebola dichiarata a settembre e per la quale è ancora in vigore l’allerta.
Le due municipalità insieme hanno registrato più di cento casi e mezzo centinaio di morti da quando è scoppiato il ceppo sudanese di Ebola, una variante particolarmente letale che uccide tra il 40 e il 60% delle persone colpite e per la quale esistono solo vaccini sperimentali.
Mubende e Kassanda non hanno riportato casi confermati di Ebola rispettivamente da 34 e 37 giorni, ma sono necessari 42 giorni (due cicli completi di incubazione) per porre fine all’allarme sanitario, ha spiegato Museveni in un discorso alla nazione pronunciato sabato dal vicepresidente del Paese, Jessica Alupo.
Ad oggi, il Paese ha confermato 142 casi, 56 decessi e 86 guarigioni senza ulteriori contatti di follow-up. Il distretto più colpito è stato Mubende, l’epicentro iniziale, con 66 casi e 29 morti, seguito da Kassanda con 49 casi e 21 morti e da Kampala con 18 casi e tre morti. Nessun caso è stato ricoverato negli ospedali del Paese.
«In questo contesto, toglierò tutte le restrizioni di movimento e il coprifuoco nei distretti di Mubende e Kassanda con effetto immediato, oggi (sabato) 17 dicembre 2022», ha annunciato il Presidente, prima di chiarire che tutte le strutture sanitarie aggiuntive messe in atto per controllare l’epidemia rimarranno in funzione fino alla dichiarazione ufficiale di eradicazione dell’epidemia, a partire da un totale di circa 3.600 operatori sanitari specializzati, che rimarranno in standby.
Fonte: (EUROPA PRESS)






