
L’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Josep Borrell, ha concordato martedì con il ministro degli Esteri iraniano, Hosein Amirabdolahian, di mantenere i contatti per ripristinare l’accordo sul nucleare, nel mezzo del deterioramento delle relazioni tra Bruxelles e Teheran.
Nell’ambito della sua visita in Giordania per partecipare a una serie di conferenze, Borrell e Amirabdolahian hanno tenuto un nuovo incontro sullo sfondo delle sanzioni per l’escalation della repressione interna in Iran, a seguito delle proteste per la morte della giovane Masha Amini sotto la custodia della polizia, e della fornitura di droni alla Russia per i suoi attacchi contro obiettivi civili in Ucraina.
«Ho sottolineato la necessità di interrompere immediatamente il sostegno militare alla Russia e la repressione interna in Iran», ha spiegato il capo della diplomazia europea in un messaggio sui social media. Secondo la sua versione, i due hanno concordato di «mantenere aperti i canali di comunicazione e di ripristinare l’accordo nucleare sulla base dei negoziati svoltisi a Vienna».
Lo stesso Borrell ha riconosciuto che l’incontro con il ministro degli Esteri iraniano era «necessario» e arriva nel bel mezzo del «deterioramento» delle relazioni tra l’UE e l’Iran, dopo mesi di disaccordi in cui l’UE-27 ha approvato quattro cicli di sanzioni in risposta all’ondata di repressione in Iran e al suo sostegno a Mosca nella guerra in Ucraina.
Da parte sua, Amirabdolahian ha chiesto ai Paesi europei di evitare di «politicizzare» la questione e di adottare posizioni «realistiche e costruttive» per risolvere le divergenze esistenti, mostrando al contempo la volontà di Teheran di raggiungere un accordo in linea con la bozza presentata dopo mesi di contatti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim.
Il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato che gli altri firmatari devono adottare «decisioni politiche» per sbloccare la situazione. Secondo questi rapporti, hanno partecipato all’incontro anche il capo negoziatore iraniano, Ali Baqeri, e il capo negoziatore nucleare dell’Unione Europea, Enrique Mora.
D’altro canto, Amirabdolahian ha criticato il «sostegno» dei governi occidentali alle proteste in corso in Iran da settembre, dopo la morte in carcere di Mahsa Amini, una giovane curda arrestata a Teheran perché avrebbe indossato il velo in modo scorretto. Ha criticato l’adozione di nuove sanzioni con «il falso pretesto di sostenere i diritti umani della popolazione iraniana».
Il ministro ha sottolineato che il rispetto dei diritti umani è «un pilastro fondamentale» della Rivoluzione islamica del 1989 e ha ribadito che i Paesi occidentali hanno «violato» questi diritti sostenendo le sanzioni applicate dagli Stati Uniti dopo aver abbandonato unilateralmente l’accordo nucleare nel 2018. Ha definito «lacrime di coccodrillo» le dichiarazioni a sostegno dei diritti della popolazione.
Fonte: (EUROPA PRESS)






