
La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha respinto il ricorso presentato dall’estremista francese di estrema destra Eric Zemmour contro la sua condanna per aver incitato alla discriminazione e all’odio religioso insultando i musulmani, ritenendo che la sentenza non violasse in alcun modo il suo diritto alla libertà di espressione.
Zemmour, il quarto candidato più votato alle ultime elezioni presidenziali, è stato condannato a pagare una multa dopo aver messo in dubbio in televisione la capacità di integrazione dei musulmani, aver equiparato l’Islam al terrorismo e aver parlato di «invasione» islamica, tra le altre dichiarazioni. Per Zemmour, i musulmani «devono scegliere tra l’Islam e la Francia».
I giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo hanno stabilito all’unanimità che la Francia non ha violato l’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che sancisce la libertà di espressione, poiché hanno concordato con i tribunali francesi che le dichiarazioni rilasciate da Zemmour nel 2016 «contenevano affermazioni diffamatorie e discriminatorie» contro la comunità musulmana.
Hanno inoltre sottolineato che le dichiarazioni, nel loro contesto, dopo l’ondata di attentati islamisti subiti dalla Francia, non si limitavano a una mera critica dell’Islam ma avevano un «intento discriminatorio» con cui Zemmour cercava addirittura di incoraggiare gli spettatori che guardavano le sue dichiarazioni in prima serata.
I giudici hanno anche tenuto conto del fatto che la multa di 3.000 euro a cui Zemmour è stato condannato «non era eccessiva» e che la limitazione del diritto alla libertà di espressione del ricorrente era «necessaria», nella misura in cui «in una società democratica» può essere fatta «per proteggere i diritti degli altri».
Fonte: (EUROPA PRESS)






