
Una delegazione tecnica della Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) arriva in Perù martedì per incontrare, tra gli altri, la presidente Dina Boluarte e analizzare l’ennesima crisi politica del Paese dopo la destituzione e l’arresto dell’ex presidente Pedro Castillo.
L’équipe della CIDH è composta da nove esperti di diversi Paesi, giunti in Perù su richiesta del governo di Boluarte, con il quale si incontreranno questo martedì al Palazzo del Governo. Il gruppo si recherà anche ad Ayacucho, dove si sono registrati i momenti peggiori della crisi.
Tuttavia, questo viaggio potrebbe non aver luogo a causa della situazione della sicurezza in città, e sono previste ulteriori mobilitazioni. Ayacucho è sotto i riflettori dopo la violenta repressione da parte delle forze di sicurezza, che hanno usato il fuoco vivo per interrompere le proteste all’aeroporto, causando una dozzina di morti.
Oltre a Boluarte, gli esperti della CIDH incontreranno diverse autorità nazionali e rappresentanti della società civile. L’organizzazione per i diritti umani ha espresso «preoccupazione per l’escalation esponenziale di violenza nelle proteste» e ha esortato le parti a seguire «canali democratici» per raggiungere una soluzione alla crisi.
Oltre alle richieste del governo peruviano, un gruppo di avvocati di Ayacucho ha contattato la CIDH per avviare un’indagine sull’uso eccessivo della forza da parte della polizia e dei militari durante le proteste, come riporta il quotidiano «La República».
I manifestanti sostengono che lo stato di emergenza decretato dal governo è servito a legittimare le forze di sicurezza a commettere ogni sorta di oltraggio. Da parte loro, le autorità di polizia giustificano le morti come il risultato di attacchi agli agenti di polizia.
Giovedì e venerdì della scorsa settimana sono stati i giorni di protesta più violenti e mortali finora registrati ad Ayacucho: l’esercito ha represso le proteste all’aeroporto sparando all’impazzata, causando nove morti, e i manifestanti hanno risposto vandalizzando alcuni edifici pubblici.
L’arrivo della CIDH giunge in un momento in cui sono previste nuove proteste per chiedere la convocazione di elezioni al più presto e la destituzione del Congresso, che viene incolpato di questa nuova crisi politica, che ha già provocato centinaia di feriti, decine di arresti e una trentina di morti.
Due settimane fa, alla vigilia della sua terza mozione di censura in appena un anno e mezzo di mandato, Castillo ha tentato senza successo di sciogliere il Congresso, istituire un governo di eccezione e indire nuove elezioni legislative con l’obiettivo di formare un processo costituente con il quale elaborare una nuova Costituzione.
Tuttavia, il Congresso bloccò la mossa e, dopo averlo rimosso dall’incarico, fu arrestato mentre si recava all’ambasciata messicana. Da allora è in carcere con l’accusa di ribellione. Le prime brevi mobilitazioni che hanno applaudito il suo arresto hanno poi lasciato il posto a manifestazioni di massa a suo sostegno e contro i poteri che hanno lavorato contro di lui.
Fonte: (EUROPA PRESS)






