
Le proteste in corso in tutto il Perù in seguito all’impeachment e all’arresto dell’ex presidente Pedro Castillo, avvenuto il 7 dicembre, hanno provocato finora 26 morti, secondo l’ultimo bilancio delle autorità peruviane.
Un minatore ha perso la vita nella regione di Arequipa, nel sud del Paese, in seguito agli scontri avvenuti all’aeroporto di Ayacucho tra manifestanti e forze di sicurezza, che hanno tentato di prendere il controllo del terminal.
Il deceduto è stato trasportato d’urgenza con gravi ferite all’ospedale EsSalud di Chala, anche se a quel punto è arrivato senza segni vitali.
Almeno sei persone sono rimaste ferite e si presume che il numero dei morti possa aumentare nelle prossime ore, secondo il giornale.
Questo porta il bilancio totale delle vittime in Perù a 26, di cui 17 in seguito alla dichiarazione di emergenza decretata dal governo peruviano giovedì.
Gli ultimi decessi avvengono nel contesto di forti proteste in tutto il Perù in seguito all’impeachment e all’arresto dell’ex presidente Castillo il 7 dicembre. I manifestanti chiedono al Presidente Dina Boluarte di sciogliere il Congresso e indire nuove elezioni generali.
Il governo peruviano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per 30 giorni in risposta alle proteste a sostegno di Castillo. L’esecutivo ha inoltre dichiarato l’emergenza sulla rete stradale nazionale, consentendo all’esercito di scendere in strada nel tentativo di proteggere i punti strategici del Paese.
Fonte: (EUROPA PRESS)






