
Il generale Khalifa Haftar, schierato con le autorità della Libia orientale, ha annunciato sabato «un’ultima possibilità» per concordare un calendario elettorale, dopo il rinvio delle elezioni presidenziali previste per dicembre 2021.
Haftar ha tenuto un discorso in cui ha chiesto una «road map» che includa le elezioni e ha ribadito la necessità di una distribuzione «equa» dei proventi del petrolio, la principale fonte di reddito del Paese africano, secondo quanto riportato dal quotidiano «The Libya Observer».
Ha chiesto che nessuna regione venga «emarginata» e ha sottolineato che «solo i libici sono in grado di risolvere il loro problema e di creare uno Stato libico unificato», di fronte alle speculazioni che potrebbero optare per una scissione nella regione della Cirenaica (est).
In questo senso, ha sottolineato che l’unità del Paese «è una ‘linea rossa'», dopo che fonti vicine ad Haftar hanno indicato che egli ha deciso di non optare per l’indipendenza dopo averne discusso con Aguila Salé, il presidente della Camera dei Rappresentanti, il parlamento con sede nell’est del Paese.
Il generale ha ordinato un’offensiva contro la capitale, Tripoli, nel 2019, dopo mesi di tensioni tra due amministrazioni in guerra. L’operazione militare è stata infine respinta grazie al sostegno della Turchia al governo riconosciuto a livello internazionale e il processo di unificazione è stato avviato, per poi subire un duro colpo con il rinvio delle elezioni presidenziali.
La crisi politica si è aggravata in seguito alla decisione dell’Assemblea di nominare Fazi Bashaga come primo ministro, mettendo fine al mandato del primo ministro unitario, Abdulhamid Dbeibé, che ha rifiutato la decisione e ha scelto di rimanere in carica fino allo svolgimento delle elezioni.
Fonte: (EUROPA PRESS)






