
Il governo venezuelano ha deplorato la decisione di un tribunale statunitense di respingere l’argomento dell’immunità diplomatica di Alex Saab, considerato il presunto prestanome del presidente Nicolás Maduro, per respingere la sua accusa di riciclaggio di denaro, definendola «arroganza imperiale».
Il Ministero degli Esteri venezuelano ha dichiarato che questa decisione «costituisce una franca e grave violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche», e allo stesso tempo «ignora gli obblighi internazionali assunti dagli Stati Uniti» di «rispettare l’inviolabilità e l’immunità degli agenti diplomatici in transito tra due Stati».
Per Caracas si tratta di «un pericoloso precedente nelle relazioni tra Stati», oltre che di «una nuova violazione dei diritti» di Saab, arrestato nel giugno 2020 durante uno scalo di rifornimento a Capo Verde, Paese che ha approvato la sua estradizione negli Stati Uniti.
A questo proposito, il Venezuela ha criticato l'»arroganza imperiale», la «crudeltà» e il «cinismo» degli Stati Uniti che hanno scelto la vigilia di Natale – una data in cui si onorano «i valori della riconciliazione e della giustizia» – per «commettere l’ennesimo oltraggio contro il Venezuela e un oltraggio contro un diplomatico del Paese».
Venerdì scorso, il giudice del distretto meridionale della Florida, Robert Scola, ha respinto l’argomento dell’immunità diplomatica per respingere le accuse di presunto riciclaggio di denaro di cui è accusata Saab. Secondo la giustizia statunitense, avrebbe riciclato 350 milioni di dollari (295 milioni di euro) per pagare gli affari corrotti di Maduro attraverso il sistema finanziario statunitense.
Il giudice Scola ha sostenuto che lo status di «inviato speciale» di Saab è «irrilevante» ai sensi del diritto internazionale, in quanto si tratta solo di una designazione del governo Maduro, che lo ha nominato rappresentante diplomatico presso la Russia e l’Iran per gestire l’acquisto di cibo, medicinali e altri beni, nel quadro delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti al Venezuela.
Fonte: (EUROPA PRESS)






