
Il Ministero della Giustizia cileno sta analizzando la possibilità di creare una struttura carceraria esclusivamente per i detenuti indigeni.
«C’è un gruppo di parlamentari sia dell’opposizione che del partito di governo che ci ha già proposto formalmente la possibilità di creare uno stabilimento penitenziario per le persone che scontano una pena e che fanno parte del popolo Mapuche. Stiamo valutando», ha spiegato il sottosegretario cileno alla Giustizia Jaime Gajardo, nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano «La Tercera».
Ha indicato che il governo sta esaminando i costi di questa misura «e se sia effettivamente possibile nel quadro stabilito dalla Convenzione 169 dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro)», in riferimento alle norme specifiche per l’adempimento dei diritti dei popoli indigeni.
«È necessario garantire la sicurezza dei detenuti, delle loro famiglie e anche dei gendarmi, ponendo così fine ai disordini nelle strade delle città in cui si trovano attualmente le carceri», ha sottolineato.
Questo annuncio arriva mesi dopo che il Ministro della Giustizia cileno, Marcela Ríos, ha incontrato deputati di diversi partiti nel contesto dei benefici penitenziari concessi ai membri delle comunità indigene, mentre si discuteva del trasferimento amministrativo dei detenuti in sciopero della fame nel carcere di Angol, nel sud del Cile.
Fonte: (EUROPA PRESS)






