
Il governo peruviano ha presentato al Congresso un progetto di legge «urgente» che propone di nominare il presidente del Parlamento andino come capo della presidenza quando il capo di Stato è fuori dal Paese.
La proposta, presentata alla Commissione per la Costituzione e i Regolamenti del Congresso, consentirebbe all’attuale capo della Camera bassa, José Williams, di sostituire la Presidente Dina Boluarte quando questa deve lasciare il Paese per svolgere attività all’estero, come riportato dalla radio RPP.
In questo modo, il presidente del Congresso potrà svolgere le funzioni rappresentative e amministrative che consentono il normale svolgimento della presidenza, pur non potendo compiere atti di governo.
«È valido in termini costituzionali concludere che dovrebbe essere il presidente del Congresso ad assumere la carica presidenziale nel caso in cui il presidente della Repubblica si rechi all’estero e i suoi vicepresidenti siano impossibilitati a farlo», si legge nel progetto di legge.
«Tuttavia, comprendere che è un’ipotesi ‘sui generis’ che il capo di un potere statale (in questo caso, il potere legislativo) assuma la carica presidenziale (…) non implica, in nessun caso, che il presidente della Repubblica del Perù in carica possa compiere azioni diverse da quelle di natura amministrativa o rappresentativa», prosegue.
Per quanto riguarda la possibilità che il presidente del Perù venga sostituito dalla persona che ricopre la carica di capo del governo, il disegno di legge lo esclude, affermando che «chiunque sia incaricato dell’ufficio presidenziale deve essere eletto anche dal voto popolare».
Questa proposta arriva dopo gli scontri tra il Congresso e il precedente esecutivo, guidato dall’ex presidente Pedro Castillo.
In tre occasioni, il Parlamento andino ha negato a Castillo il permesso di partecipare a impegni all’estero, sostenendo che era indagato dalla Procura generale e che era a rischio di fuga.
In particolare, il Congresso non ha permesso all’ex presidente di partecipare all’insediamento di Gustavo Petro in Colombia, né di incontrare a Bruxelles la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, o Papa Francesco in Vaticano. Non gli è stato nemmeno permesso di andare in Messico per incontrare il suo omologo Andrés Manuel López Obrador.
Secondo l’articolo 102 della Costituzione peruviana, uno dei poteri del Congresso è quello di «autorizzare il Presidente della Repubblica a lasciare il Paese», motivo per cui Castillo ha dovuto chiedere il permesso ogni volta che voleva viaggiare fuori dal Paese.
Fonte: (EUROPA PRESS)






