
Le autorità della Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno annunciato mercoledì l’arresto di due ruandesi che avrebbero preparato un attentato nella capitale Kinshasa per le feste di fine anno, in un clima di tensione tra i due Paesi.
Il governo congolese ha indicato che i due ruandesi erano «spie» e ha aggiunto che si avvalevano della collaborazione di due cittadini congolesi, aggiungendo che avevano la copertura di una ONG chiamata African Health Development Organisation.
«Queste spie sono entrate nella RDC con il pretesto di (lavorare per) una ONG», ha dichiarato, prima di sottolineare che «si sono infiltrate in membri di alto rango delle forze armate, in importanti figure politiche, in operatori economici e in membri della società civile», secondo il portale di notizie congolese 7sur7.
A questo proposito, ha rivelato che «il telefono dell’ufficiale militare ruandese arrestato rivela che aveva accesso a diversi siti strategici della capitale, in complicità con alcuni ufficiali delle forze armate congolesi», senza fornire ulteriori dettagli.
Inoltre, il governo della RDC ha sottolineato che i sospetti stavano preparando «un piano machiavellico» e ha aggiunto che «le indagini proseguono sulla base degli indizi e delle prove fornite dai detenuti», senza che Kigali abbia per il momento rilasciato una dichiarazione sugli arresti.
Le tensioni tra la RDC e il Ruanda sono aumentate negli ultimi mesi a causa delle offensive del gruppo ribelle Movimento del 23 marzo (M23) nella provincia orientale congolese del Nord Kivu. Kinshasa accusa Kigali di sostenere il gruppo.
In un recente rapporto, gli esperti delle Nazioni Unite hanno affermato che le autorità ruandesi mantengono un «intervento diretto» nella RDC attraverso il loro sostegno al gruppo, sottolineando la collusione tra l’esercito congolese e vari gruppi armati, tra cui le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), come denunciato da Kigali.
Fonte: (EUROPA PRESS)






