
La Procura della Bolivia ha chiesto sei mesi di detenzione preventiva per il governatore di Santa Cruz, Luis Fernando Camacho, in quanto a rischio di fuga per il suo presunto coinvolgimento nel rovesciamento dell’ex presidente Evo Morales dopo le elezioni del 2019.
L’accusa ha sostenuto che Camacho non ha una «residenza abituale» e viaggia frequentemente in Paesi come Brasile, Perù, Panama, Stati Uniti, Argentina o Spagna, quindi ha «facilità» a lasciare il Paese, secondo il quotidiano ‘El Deber’.
Il leader dell’opposizione boliviana ha bollato il suo arresto come un «sequestro» e ha assicurato che le accuse contro di lui «mancano di coerenza, credibilità e verità». Ha inoltre precisato di essere sempre stato a disposizione delle autorità.
Camacho è il principale leader di Santa Cruz, la regione più ricca della Bolivia e storicamente avversa ai governi del Movimiento al Socialismo (MAS), teatro nell’ultimo mese di nuove proteste e blocchi, in questa occasione per opporsi alla legge sul censimento del governo di Luis Arce.
Il suo arresto è motivato dal suo ruolo nelle violente manifestazioni e proteste che hanno avuto luogo dopo che l’opposizione, sostenuta dalle forze armate, ha fatto pressione su Morales affinché rinunciasse alla sua vittoria nelle elezioni dell’ottobre 2019, i cui risultati sono stati messi in discussione anche dall’Organizzazione degli Stati americani (OSA).
In seguito al suo arresto, sono state segnalate proteste a Santa Cruz, tra cui blocchi stradali e aeroportuali. Anche altri esponenti dell’opposizione hanno chiesto il suo rilascio, avvertendo il governo che non «si arrenderanno» e continueranno a lottare «fino alle ultime conseguenze».
Fonte: (EUROPA PRESS)






