
Il Canada ha annunciato che dal 5 gennaio richiederà un test COVID-19 negativo per i passeggeri in arrivo dalla Cina, unendosi ad altri Paesi come l’Australia e gli Stati Uniti, che hanno già deciso di rafforzare i controlli alle frontiere con la Cina.
«Queste misure sanitarie previste si applicheranno ai viaggiatori indipendentemente dalla loro nazionalità e dallo stato di vaccinazione. Si tratta di misure temporanee, efficaci per 30 giorni, che saranno rivalutate man mano che saranno disponibili ulteriori dati e prove», ha dichiarato il governo canadese in un comunicato.
La misura entrerà in vigore a partire dalle 12.01 ora locale e si applicherà a tutti i viaggiatori in arrivo su voli provenienti da Cina, Hong Kong o Macao. I passeggeri dovranno quindi presentare un test COVID-19 negativo effettuato non più di due giorni prima della partenza o, in mancanza, un test antigenico.
«I passeggeri che sono risultati positivi al test più di dieci giorni prima del volo di partenza, ma non più di 90 giorni, possono fornire alla compagnia aerea la documentazione del loro precedente risultato positivo, piuttosto che un risultato negativo», ha spiegato l’esecutivo canadese.
Da parte sua, il Marocco ha deciso di vietare l’ingresso a tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina a partire dal 3 gennaio «al fine di evitare una nuova ondata di diffusione in Marocco e tutte le sue conseguenze».
«Questa misura eccezionale non offusca in alcun modo la sincera amicizia tra i due popoli e il partenariato strategico tra i due Paesi, a cui il Regno rimane fortemente legato», ha spiegato il Ministero degli Esteri in un comunicato, riportato dall’agenzia di stampa MAP.
L’esplosione dei casi di COVID-19 in Cina, dopo l’abolizione della maggior parte delle restrizioni imposte durante la pandemia, ha suscitato preoccupazione a livello mondiale e ha portato all’imposizione di nuovi controlli sui viaggiatori provenienti dalla Cina in diversi Paesi.
Fonte: (EUROPA PRESS)






