
L’UE-27 richiederà a tutti i passeggeri in partenza dalla Cina verso gli Stati membri dell’Unione Europea (UE) un test COVID-19 negativo eseguito non più di 48 ore prima della partenza, condurrà test sulle acque reflue a bordo degli aerei e negli aeroporti e condurrà anche test casuali all’arrivo nell’UE in vista dell’allentamento delle restrizioni ai viaggi da parte del governo cinese a partire dall’8 gennaio.
È quanto si legge nella dichiarazione istituzionale della Presidenza svedese del Consiglio a seguito della riunione di mercoledì degli Stati membri, alla presenza dei Paesi associati a Schengen, nell’ambito della risposta politica integrata alle crisi, per discutere della situazione epidemiologica in Cina e della risposta coordinata dell’UE all’epidemia di infezioni da COVID-19.
Sarà inoltre raccomandato l’uso di maschere facciali sui voli da e per la Cina ed è stato deciso di consigliare i viaggiatori internazionali in arrivo e in partenza, nonché il personale degli aerei e degli aeroporti, sulle misure di igiene personale e di salute.
Gli Stati membri continueranno inoltre a promuovere lo scambio di vaccini, comprese le dosi di richiamo, in particolare tra i gruppi di popolazione più vulnerabili.
Questa dichiarazione sostiene le raccomandazioni formulate martedì dalla Commissione europea in seguito alla riunione del Comitato per la sicurezza sanitaria (HSC), in cui era già stata sollevata la possibilità di sottoporre a test pre-volo i viaggiatori provenienti dalla Cina.
Le autorità sanitarie dell’UE, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), continueranno a monitorare la situazione epidemiologica nell’UE e gli sviluppi in Cina, compreso il livello di condivisione dei dati, al fine di garantire il coordinamento a livello UE delle misure ritenute necessarie.
Da parte loro, gli Stati membri hanno concordato di valutare la situazione e rivedere le misure introdotte entro la metà di gennaio 2023.
Fonte: (EUROPA PRESS)






